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Valentino Rossi ritiro, ci siamo: ora sì che nella MotoGp rimarrà un grande vuoto

Il ritiro di Valentino Rossi? Oggi l'ultima gara di un Campione, uno che ha fatto la storia ed ha avvicinato alla moto milioni di italiani

Questo non è un weekend motoristico come tutti gli altri. E non stiamo parlando della Formula 1, ma del motomondiale. A fine Ottobre, gli appassionati hanno assistito all’ultima volta di Valentino Rossi su di una pista italiana, a Misano. Oggi arriva l’ultima gara in assoluto del Dottore, con il Gran Premio di Valencia (ecco tutti i dettagli: quando e dove vederla). Per settimane Sky ha bombardato tutto e tutti con uno spot (titolo: «Grazie di cuore Vale!») in cui le immagini più belle della carriera del Dottore fanno da sfondo a volti di tifosi, grandi e piccoli, donne e uomini, che magnificano uno dei più grandi di sempre.

Valentino Rossi ritiro, il Dottore in pista per l’ultima volta

Ed è questo forse uno dei punti principali: è davvero Valentino il più grande di sempre? Domanda lecita dato che molti lo celebrano oggi come tale. E a questo proposito va purtroppo raccontata una triste realtà: 16, 17, 11, 10, 14, 13, 8, 18, 19, 17, 15. Non sono numeri del lotto ma le posizioni di Rossi in questa stagione con due sole volte dentro ai 10, una delle quali causa pioggia che ha rimescolato tutto a pochi giri dalla fine. Insomma, un fiasco totale che purtroppo segue più o meno il medesimo andazzo del 2020, ed un 2019 anche quello piuttosto grigio.

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Per Valentino Rossi ritiro onorevole o lento, inesorabile declino?

E purtroppo questo pesa; pesa un po’ per colpa della memoria umana che purtroppo tende a lasciare impresso più il presente (o il passato recente) che il passato. Ed un po’ perché c’è modo e modo per gestire un addio: il ritiro onorevole oppure il lento, inesorabile declino. Valentino ha scelto la seconda squadra, anzi. Ad essere onesti radio-box racconta che dall’alto (i padroni della baracca, per intenderci) lo abbiano anche spinto in maniera decisa in questa direzione spaventati, preoccupati per il loro futuro che vedeva una MotoGp dopo un ventennio senza il suo «uomo-immagine» per eccellenza che davvero ha portato il motociclismo dall’era analogia a quella digitale.

Chi e che cosa resta alla MotoGp?

In sintesi questo ultimo triennio ha un po’ spento l’entusiasmo e la convinzione di chi vedeva Rossi come davvero il più grande di tutti. Ma è ora di guardare oltre e, purtroppo per il Paddock della MotoGp quello che resta sul piatto è piuttosto poco. L’altro fenomeno del gruppo, Marc Marquez, dopo il famoso incidente sembra aver perso qualcosa ed alterna prestazioni vecchio stile a cadute ed errori che non fanno parte della sua storia, del suo talento.

Il resto? Un gruppo mai così mai vario, dove fare previsioni è impossibile, dove può vincere una Ducati come una Yamaha, o una Suzuki, come la Honda. Insomma, equilibrio assoluto e questo dovrebbe garantire spettacolo e pubblico, ma non basta. Serve la «magia», serve qualcosa che vada oltre. Serve ad esempio il Cavallino della Ferrari, che purtroppo la Ducati non ha, malgrado lo stesso colore. Serve un fenomeno vero, magari italiano (siamo sempre amanti del nostro campanile) ma Bagnaia è ancora acerbo e dietro di lui c’è poco.

Da oggi a Valencia si festeggia un Campione, uno che ha fatto la storia ed ha portato vicino alla moto milioni di italiani allergici a pieghe e manubri, ed è giusto così. Ma ci sarà anche chi, davanti allo spettacolo di pubblico atteso, rimpiangerà, anzi piangerà nel capire che il vuoto sarà difficile da riempire.

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