Patrizia Barbieri, chi è: vita privata, marito, figlie e programma del candidato sindaco di Piacenza

Patrizia Barbieri è il sindaco uscente della città di Piacenza e ha deciso di presentarsi alle elezioni 2022 per puntare al secondo mandato.

Patrizia Barbieri è il sindaco uscente della città di Piacenza che ha deciso di ripresentarsi per un secondo mandato alle elezioni comunali nel giugno 2022.

Patrizia Barbieri, chi è: vita privata, marito e figlie

Patrizia Barbieri ha 58 anni ed è nata a Cremona. Si è laureata in Giurisprudenza a Parma ed è un avvocato. Ha uno studio legale civilista a Piacenza. Si è sposata con un magistrato di Cremona, Paolo Beluzzi, con cui ha due figlie.

Di se stessa dice: «Per famiglia, appartenenza, formazione, sono una persona concreta, non amo la sovraesposizione, mi piace lavorare e vedere i risultati».

La Barbieri è stata  l’unica italiana (su un migliaio di sindaci donna) a figurare tra le candidate del premio internazionale World Mayor 2018, che ogni due anni la fondazione filantropica City Mayors assegna ai migliori primi cittadini di tutto il mondo.

Programma del candidato sindaco di Piacenza

La sindaca uscente Barbieri, eletta come indipendente per il centrodestra nel 2017, punta a un secondo mandato nelle elezioni 2022 a Piacenza.

A questo giro è sostenuta da quattro liste: Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia-Udc-Toti e la civica “Barbieri sindaco”.

Il suo programma per le elezioni del 2022 si incentra soprattutto sul lavoro, temi economici e crisi demografica: «Occorre rilanciare con forza un patto sociale che miri a rigenerare la nostra società, convinti come siamo che non saranno di certo le politiche migratorie a risolvere il problema della denatalità. La crescita dell’offerta lavorativa e il rilancio della natalità sono, dunque, due elementi chiave della futura azione amministrativa, la via maestra per la sostenibilità del bilancio comunale, gli obbiettivi primari per raggiungere una vera prosperità diffusa.

Nei prossimi cinque anni di governo della città, vanno intraprese tutte le azioni possibili per facilitare l’attività economica e per favorire l’insediamento nel nostro territorio di nuovi investitori ed imprese, ritenendoli fondamentali per l’economia locale, anche in ragione dell’incremento dei posti di lavoro».

 

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