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La grande corsa al “nuovo normale”

Ma che cos'è, al di là del marketing? Gli effetti della pandemia nella società, l'economia e – soprattutto – la sanità.

Quante volte avete sentito parlare di “new normal” in questi mesi? Il nuovo normale, la nuova normalità, come a sottolineare come il futuro post-Covid sarà sicuramente migliore del presente ma non di certo uguale al passato. Nel corso del biennio 2020-21, il “new normal” si è imposto prima come tormentone e poi come brand, una parola da marketing con cui raccontare un futuro ancora poco chiaro e definibile, ma già monetizzabile. Attorno a questo concetto, una nube di consulenti e aziende pronti a guidare gli imprenditori e i governi nel futuro.

C’è il “nuovo normale” per il lavoro, ad esempio, in bilico tra lavoro remoto, ibrido e gig economy. Quello per gli uffici e le sedi, meno affollati e più verdi, con più spazi relax per i dipendenti. Ma anche quello che riguarda le nostre case, dove sempre più lavoratori lavoreranno (almeno qualche giorno alla settimana). Per non parlare di quello dei bar e dei ristoranti, martoriati dalle restrizioni e costretti a puntare sul dehors, distanziando tavolini e sperando nel bel tempo. È in casi come questo che il fantomatico nuovo normale si rivela essere traballante: un modo di addolcire una pillola amarissima, fatta di crisi e incertezza.

Eppure il new normal ha anche una solida base fattuale, è figlio dei compromessi e delle innovazioni fatte in tempi di pandemia, che non vanno dimenticati. E anzi, ci devono portare verso il futuro. O il “new future”, come lo ha definito l’Organizzazione Mondiale della Sanità: un futuro forse diverso da quello immaginato, ma pur sempre un futuro, qualcosa che ci permetta d’uscire da questo eterno presente di emergenza pandemica.

“Sapendo che il virus sarà con noi ancora per un bel po’, i governi dovrebbero sfruttare questa opportunità per investire nei sistemi sanitari”, suggerisce l’OMS. I quali, continua, “possono essere di beneficio alla popolazione anche al di là del Covid-19” e potrebbero salvarci alla prossima emergenza sanitaria. Essere sempre pronti al peggio e imparare dagli errori passati: sarà dura ma anche questo è “new normal”.