Fanpage, bilancio d’oro ma non ancora affidabile per Reuters Institute. Scarica il report

Fanpage domina le classifiche tra i siti di informazione in Italia e presenta un bilancio d'oro. Ma per Reuters è ancora poco affidabile

Testate monotematiche, contenuti video, inchieste d’assalto, video brandizzati, podcast e documentari. Sembrano essere queste le ancore di salvataggio delle aziende editoriali in un periodo di difficoltà per il settore. Il caso “Fanpage” è emblematico. Anche se, cresciuto dal punto do vistacommerciale e di pubblico, il portale non riesce ancora a raggiungere gli indici di affidabilità di Reuters Institute. Che, nelle ultime ore, ha pubblicato il Digital News Report, uno dei più affidabili lavori di ricerca sul mondo dell’informazione nel mondo.

La situazione in Italia: rivoluzione digitale più lenta e netta crisi delle edicole

Entrando nella parte dedicata all’Italia, il responsabile della sezione, il ricercatore Alessio Cornia, evidenzia come “la rivoluzione digitale sia stata più lenta in Italia rispetto ad altri sistemi mediatici europei. Le testate giornalistiche tradizionali hanno dominato il mercato delle notizie online per molti anni: “Corriere della Sera” e “Repubblica2 occupano le prime due posizioni nella vendita dei quotidiani secondo i dati ADS di aprile 2022 con numeri sempre più in discesa: addirittura “Repubblica”, nonostante abbia scavalcato “Il Sole 24 Ore” al secondo posto, registra una perdita di copie del 16%. Gli italiani frequentano pochissimo le edicole. E il report di Reuters lo conferma parlando di 1500 edicole chiuse nel primo semestre del 2020 mentre, tante altre, per reggere alla crisi dei giornali, si sono reinventate offrendo servizi pubblici o vendendo cibo e bevande.  Insomma, è chiaro – ed è risaputo da tempo – che l’informazione si sia spostata online.

Il boom di Fanpage, “gallina digitale dalle uova d’oro”

Nel regno della rete domina, per la prima volta, una testata nativa digitale, “Fanpage”, la “gallina dalle uova d’oro”. Nata come pagina Facebook, il sito di punta del gruppo Ciao People ha ottenuto – secondo il report di Reuters – la più ampia portata online del sondaggio (21%), superando le emittenti affermate, la principale agenzia di stampa italiana (ANSA) e le più importanti testate giornalistiche. Altre esperienze digitali, che ottengono buoni risultati online, sono “HuffPost” (9%), “Il Post.it” (7%) e “Open (4%)”. Da dove deriva il successo di Fanpage?

Il gruppo Ciao People S.r.l., diretto da Gianluca Cozzolino, che pubblica il giornale online Fanpage e i magazine verticali “The Jackal”, “Ohga”, “Cookist”, “Geopop” e “Kodami”, risulta al primo posto della classifica del report di Reuters con una frequenza di pubblico settimanale del 21%, a pari merito con il sito di “TgCom 24” e due punti sopra “Ansa” e “Sky Tg 24“, realtà che possono contare, a differenza di FanPage, su risorse e storia del brand sicuramente più forti.

Il bilancio di Ciao People S.r.l

Ciao People S.r.l ha chiuso il bilancio 2021 con un utile di esercizio pari a 2.508.399, numeri importanti per una realtà che opera solo sul web. Ma non si ferma alle news scritte. Il gruppo, con sede legale a Napoli, segna un aumento dell’1.45% dei ricavi delle vendite e prestazioni: è passato dai 24.450.11 euro del 2020 ai 24.804.580 dell’anno successivo.

Il successo del gruppo che edita “Fanpag” ha portato anche a un aumento di personale con 35 nuove assunzioni che portano a 235 il numero del personale.

Non solo Fanpage.it, anche “Kodami”, “The Jackal” e “Geo Pop S.r.l”

Il boom della “gallina digitale dalle uova d’oro” si basa, non solo, sulla produzione di news, ben indicizzate dai motori di ricerca e da inchieste esclusive, ma anche su un’offerta multimediale e verticale.

Il gruppo edita anche il sito “Kodami”, magazine on‐line dedicato alla relazione tra uomo e animale. Si legge nel bilancio: “Lanciato nel corso del 2020 il magazine sta muovendo i suoi primi passi ed ha visto, nel corso dell’anno 2021, un’implementazione dello stesso ed numerose operazioni di marketing volta ad aumentarne il seguito sulle piattaforme di social networking e gli utenti. Kodami ha già avviato la pubblicazione dei propri contenuti con un effettivo riscontro in termini di seguito ottenuto: nel corso del 2021 il magazine ha superato gli 800mila follower sui propri profili social”.

E poi controlla anche “The Jackal”, brand che canalizza introiti grazie all’attività dell’omonimo gruppo di comici, oltre a “Geo Pop S.r.l”, editore di un portale dedicato alla divulgazione scientifica (il bilancio parla di “ 2 mln di follower raggiunti sulla propria pagina Facebook, mentre il canale Youtube conta 663mila iscritti).

Deepento, la sfida dei podcast e dei documentari

Insomma, al portale generalista, Fanpage affianca contenuti mono-tematici e attività di comunicazione e produzione audio-visiva.

Che è destinata ad aumentare anche con la nuova sfida editoriale “Deepento” che – si legge nel bilancio “ punta ad una integrazione verticale tra i diversi segmenti di business e ad una nuova offerta sul mercato dei prodotti audiovisivi. La società, dedita alla produzione di documentari, podcast e non fiction story, ha già diversi progetti in cantiere, pur essendo stato costituita nel mese di aprile 2021”. Da non sottovalutare anche un finanziamento di 17.720 ricevuto, tramite un bando, dalla Commissione Europea.

Reuters Institute: Fanpage.it penultima per fiducia dei lettori

La piccola creatura, nata come pagina web, sta diventando una consolidata realtà del giornalismo e della comunicazione digitali. Eppure lo stesso report di Reuters, nella parte relativa alla fiducia dei lettori nei confronti delle testate, non premia certamente l’attività di Fanpage. E’ al penultimo posto nella classifica, dietro di lei c’è solo “Libero Quotidiano”, al di sopra, invece, compaiono “Porta a Porta”, le news di Mediaset fino ad arrivare alla vetta della graduatoria, occupata da “Ansa”.

Il report evidenzia come, in generale, la fiducia nelle notizie sia diminuita: “Solo il 13% degli italiani pensa che i media del Paese siano indipendenti, colpiti da un’indebita influenza politica e imprenditoriale. Anche la fiducia nei singoli marchi è diminuita: alcuni a causa della partigianeria politica. L’analisi non trova motivazioni per la scarsa fiducia in un brand come FanPage. Che fattura, domina le classifiche sulle visite ma – secondo Reuters – deve ancora raggiungere la piena fiducia dei lettori.

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