Covid, Cina lockdown: aumento dei contagi a Shanghai. Bambini separati dai genitori

Covid, Cina lockdown: voci non proprio rassicuranti arrivano su un nuovo picco di contagi che preoccupa e non poco purtroppo.

Covid, Cina lockdown: altro picco di contagi in alcune zone come Shanghai. Arrivano notizie non confortanti anche se la maggior parte risulta asintomatica. Le autorità non si apettavano di nuovo un aumento così alto di positivi.

Covid, Cina lockdown: aumento dei contagi a Shanghai

La Cina è di nuovo in lockdown. Nelle ultime ore è stata superata la soglia dei 20mila casi (non era successo nemmeno nel periodo dell’epidemia a Wuhan a inizio 2020).

Tuttavia, come segnala la Commissione Nazionale per la Sanità, nella stragrande maggioranza si tratta di casi asintomatici. In più, non vengono segnalati nuovi decessi.

In particolare, si tratta di “1.455 pazienti con sintomi” e “11.691asintomatici”. La maggior parte dei contagi è circoscritta nella zona di Shanghai, 25 milioni di persone sono costrette a stare chiuse in casa: si tratta di circa il 70% dei nuovi contagi. Diverse decine di milioni di cinesi sono in lockdown anche nel nordest del Paese.

Bambini separati dai genitori

Nel nuovo lockdown, circolano voci di bambini separati dai propri genitori. Il “The Guardian” ha pubblicato un filmato “non verificato” che circola sui social media cinesi e che ritrae alcuni bambini piccoli che piangono, presumibilmente positivi al Covid e che, dopo essere stati separati dai loro genitori, sono stati messi in quarantena in una clinica di Shanghai. La segnalazione arriva anche dall’agenzia Reuters, emergono sempre più storie di genitori separati dai propri figli dopo l’intervento delle autorità sanitarie.

“Se il bambino ha meno di sette anni, riceverà le cure necessarie in un centro sanitario pubblico”, ha riferito Wu Qianyu, funzionario della Shanghai Municipal Health Commission. Mentre i bambini più grandi o gli adolescenti vengono isolati principalmente in quarantena, in strutture centralizzate”. Wu ha spiegato poi che questi provvedimenti fanno parte del “lavoro di prevenzione e controllo del virus”.

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