Milano, la Lega contro il Gay Pride: “Manifestazione politicizzata”

Milano, la Lega Nord si schiera contro il Gay Pride: "Manifestazione politicizzata, prendiamo le distanze dai suoi valori".

Milano, la Lega Nord boccia il Gay Pride“Manifestazione politicizzata, prendiamo le distanze”. Queste le dichiarazioni del Commissario Provinciale Stefano Bolognini, che si schiera contro la parata dell’orgoglio omosessuale.

Milano, la Lega Nord contro il Gay Pride: “Manifestazione politicizzata”

Si continua a discutere del Gay Pride. Il famoso evento in celebrazione dell’orgoglio omosessuale è in programma a Milano in questi giorni. Si tratta di un momento di festa e di coesione per la comunità LGBT+ italiana, con un programma pieno di eventi, festival musicali e spettacoli.

Migliaia di persone si riuniranno per la parata del Milano Pride, che partirà alle 14 di sabato 2 luglio dalla Stazione Centrale per poi terminare all’Arco della Pace.

Tanti anche i vip pronti a partecipare alla manifestazione in un grande concerto-cabaret. Tra questi spiccano Katia Follesa, Michela Giraud, Immanuel Casto e le Karma B. Non sono mancate, tuttavia, le critiche alla manifestazione da alcune frange della politica italiana. In particolare la Lega Nord, che considera la parata troppo “politicizzata”, che rappresenterebbe a suo parere solo una parte della comunità omosessuale.

Le dichiarazioni di Bolognini: “Non possiamo avallare i valori del Gay Pride, prendiamo le distanze”

A dichiararlo è Stefano Bolognini, Commissario Provinciale di Milano della Lega NordIn una nota firmata anche da Deborah Giovanati, Vicepresidente del Gruppo Lega a Palazzo Marino, il politico prende le distanze dalla parata. “Ormai non è più una novità.” -spiega nella nota- “Ogni anno il gay pride è la manifestazione politicizzata di una sola, minoritaria, parte della comunità omosessuale.

Di quella parte che tollera la ridicolizzazione dei simboli religiosi. Di chi ha cercato di introdurre nel nostro sistema un grave reato di opinione con il ddl Zan. Di chi promuove l’aberrante pratica dell’utero in affitto. Di chi disconosce totalmente il valore della famiglia e della maternità. Di chi pretende di eliminare il valore del femminile, considerando come tutti uguali. Patrocinare il Gay Pride significa avallare tutto questo e noi non possiamo che prenderne le distanze”.