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Covid, Italia: Natale 2021 da salvare con controlli da Nord a Sud

Covid,in Italia Natale 2021 è da salvare al tutti i costi. Gli esperti sono ottimisti e predicano calma, i sindaci si muovo con ordinanze

Covid, Italia: Natale 2021 da salvare. Per fronteggiare la pandemia e un aumento dei contagi, piccole e grandi città italiane vorrebbero arrivare al periodo natalizio senza troppe limitazioni.

Covid, Italia: Natale 2021. Situazione contagi

Sono 7.569  i positivi ai test Covid individuati nelle ultime 24 ore, il giorno precedente erano 8.544. Sono invece 36 le vittime in un giorno, 17 in meno del giorno precedente. Il tasso di positività è all’1,7%; 458 i pazienti in terapia intensiva, cinque in più rispetto al giorno precedente. Situazione sotto controllo anche se i contagi ci sono ancora.

Ad Huffpost il virologo Fabrizio Pregliasco, ha commentato la situazione: “Ci vuole una responsabilità da parte di ognuno di noi, perché non è finita”. Per il virologo quest’anno i cenoni si potranno fare, ma a patto che i commensali a tavola abbiano tutti ricevuto il vaccino, compresa la dose booster per chi fosse già disponibile: “Ci sono fattori che potrebbero facilitare la diffusione del virus, con la delineazione di scenari più limitanti. Alcune regioni ipotizzano zone rosse per comuni con un minor numero di vaccinati, ma speriamo che ciò non si debba attuare. Usiamo buon senso se andiamo a visitare i nostri familiari più fragili, non sia un liberi tutti, ma a differenza dello scorso anno, se continuiamo così, potremmo stare più tranquilli. Evitiamo baci e abbracci”.

Il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, a Domenica in su Rai 1, parlando della campagna di vaccinazione ha detto che in Italia :Quello del 2021 sarà un Natale libero, abbiamo raggiunto una protezione di comunità senza introdurre l’obbligo”.

Natale 2021: ordinanze comunali da Nord a Sud

Nonostante gli esperti e politici sono ottimisti, da Nord a Sud, da Bolzano a Catania, i sindaci di grandi città o piccoli centri non stanno fermi a guardare il trend lento di risalita dei contagi in attesa che a dicembre il governo decida se servono misure più severe. Salvare il Natale vuol dire evitare a tutti i costi la quarta ondata e il ritorno alle zone rosse. Senza dimenticare che c’è già chi è dovuto correre ai ripari e dichiarare la zona arancione, come il comune catanese di Nicolosi in mini-lockdown fino al 24 novembre.

  • Controlli a Roma, a Trastevere e a Monti, e dello shopping, con contapersone e sbarramenti che limitano gli assembramenti.
  • A Napoli, il sindaco Gaetano Manfredi è in campo per salvaguardare – con accessi più limitati alle zone di maggior richiamo – la fragilità della sua città dal rischio di impennata di ricoveri e contagi.
  • I mercatini di Natale, in Trentino e a Verona, si stanno svolgendo all’insegna della cautela. Green Pass con braccialetto ogni giorno di colore diverso e bancarelle in numero ridotto.
  • Mascherina obbligatoria invece a Verona per le piazze dei mercatini. Il sindaco Federico Sboarina ha firmato l’ordinanza che ne prevede l’utilizzo per tutti, cittadini e turisti. A piazza dei Signori, Cortile del Tribunale, Cortile Mercato Vecchio, ponte Pietra e ponte Castelvecchio, dunque, non entrano i no-mask. Un provvedimento che rafforza le misure anti-affollamento e tiene già conto dell’aumento di contagi emerso dai monitoraggi sanitari.
  • ATrentoBolzano e Rovereto – dove la tradizione dei Mercatini di Natale è’ forte – ogni visitatore, dopo aver mostrato la certificazione sanitaria, riceve al check point un nastrino da legare al polso, una sorta di lasciapassare. “In base all’evoluzione della curva dei contagi – ha detto il sindaco di Bolzano Renzo Caramaschisaranno adottate possibili restrizioni se i casi aumenteranno”.  Intanto, sempre il sindaco di Bolzano ha diminuito gli stand del 30% e per evitare la ressa ha vietato i chioschi di cibi e bevande, come il classico vin brulè, al di fuori di piazza Walther, il salotto buono della città.
  • Sotto osservazione il focolaio di Aprilia, in provincia di Latina. Il prossimo passo potrebbe essere l’obbligo di mascherine all’aperto. Al momento c’è uno stato di pre-allert. La Asl è in stretto contatto con il Comune e il Prefetto. In corso una verifica sulle coperture vaccinali degli assistiti di tre medici di famiglia della zona che hanno rifiutato di vaccinarsi, per capire se ci sono dati anomali.
  • Anche l’Ordine dei medici di Rimini sta andando alla conta dei sanitari No vax denunciati dagli stessi pazienti.
  • Bergamo, epicentro della prima drammatica ondata, hanno riaperto gli hub vaccinali per accelerare le terze dosi, i richiami di J&J, e le vaccinazioni per i bambini che a breve avranno il disco verde dell’Ema.
  • A Trieste, tre aree sensibili per la vita dei cittadini, come il porto e il centro storico, sono state vietate alle manifestazioni, dopo tutto il disagio provocato nei giorni scorsi dalle proteste dei No pass. Fino alla fine del mese è in vigore una ordinanza del sindaco Roberto Di Piazza che impone mascherina e distanziamento a chi manifesta, che è anche tenuto a garantire, tramite steward, il servizio di controllo degli obblighi.