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Obbligo vaccinale a 5 anni: quando e quali sono i rischi

Obbligo vaccinale a 5 anni: è arrivato il via libera per la vaccinazione per i bimbi. Si discute sui rischi e benefici.

Obbligo vaccinale a 5 anni: da Ema via libera al vaccino Pfizer per i più piccoli nella dose ridotta. Il ministro della Salute Roberto Speranza invita le famiglie ad avere fiducia in medici e pediatri.

Obbligo vaccinale a 5 anni

La pronuncia dell’Agenzia europea dei medicinali (Ema) sulla vaccinazione anti-Covid per i bambini della fascia 5-11 anni  è arrivata con un via libera al vaccino Pifzer, a questa seguirà a stretto giro la pronuncia dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) e le vaccinazioni potranno partire dopo la consegna delle dosi pediatriche, ridotte rispetto a quelle degli adulti, da parte dell’azienda Pfizer nella terza decade di dicembre.

Esclusa, al momento, l’ipotesi di obbligo vaccinale e di green pass per i più piccoli. “Il primo passaggio – ha spiegato Speranza- è l’approvazione di Ema del vaccino Pfizer per i bambini nella dose ridotta. Già nella giornata di oggi o entro questa settimana. Poi Aifa si pronuncerà con un parere allineato a Ema e resta da attendere la consegna di Pfizer delle dosi pediatriche nella terza decade di dicembre. Nel frattempo faremo una campagna di comunicazione e l’indicazione che daremo sarà di ascoltare i pediatri e i medici”.

Vaccino bimbi: quando e quali sono i rischi

Il tema dell’obbligo vaccinale per i bimbi, tuttavia, resta aperto ed il presidente Aifa, Giorgio Palù, rileva come “se si parla di obbligo vaccinale anti-Covid per i bambini va soppesato il rapporto rischi-benefici e lo considererei attentamente, come l’obbligo di vaccinazione per altre categorie. Quindi se l’obbligo deve essere generalizzato è una valutazione attenta rischi-benefici ma questa si confà con l’andamento dell’epidemia. E’ una valutazione che verrà fatta progressivamente”.

La Società italiana di pediatria ha ribadito l’opportunità ed i benefici della vaccinazione anti-Covid anche per la fascia 5-11 anni. Il primo monitoraggio negli ospedali pediatrici da parte della Federazione delle aziende sanitarie Fiaso ha inoltre consentito di contare ad oggi 16 piccoli pazienti ricoverati, età media 3,5 anni. Due ragazzi avevano un’età maggiore di 11 anni entrambi non vaccinati. I bambini in Italia “continuano a presentare un quadro meno grave degli adulti, ma possono avere necessità di ricovero ospedaliero fino, in rarissimi casi, a necessitare di cure in terapia Intensiva”.

“La vaccinazione nella fascia di età pediatrica deve essere fatta in primis per proteggere i bambini stessi, anche in considerazione del fatto che lavori scientifici validati dimostrano che il long covid è presente anche nella fascia pediatrica”. Lo ha sottolineato il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, ospite della trasmissione “L’Italia s’è desta” su Radio Cusano Campus. “Attendiamo l’approvazione dell’Ema. Immediatamente dopo ci sarà la disponibilità del vaccino, sottolineo disponibilità”, ha detto Sileri.

“Dire che si possano vaccinare i bambini per limitare la diffusione del virus credo sia un po’ riduttivo – ha aggiunto – La vaccinazione nella fascia di età pediatrica deve essere fatta in primis per proteggere loro stessi. Lavori scientifici validati dimostrano che il long covid è presente anche nella fascia pediatrica, anche in coloro che hanno fatto l’infezione in maniera asintomatica”. Quanto all’obbligo vaccinale, ha indicato il sottosegretario alla Salute, “in questo momento l’obbligo vaccinale assolutamente non serve, se non per le categorie per cui è stato già deciso. A ogni ondata corrisponde una nostra reazione e questa volta nonostante l’ondata noi non stiamo chiudendo e stiamo andando avanti con sicurezza”. 

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