Dimissioni Draghi, Di Maio: “Il M5S non esiste più, è il partito di Conte”

Dimissioni Draghi, Di Maio contro Conte: "Il M5S non esiste più, scelta scellerata". Il Premier parlerà alle Camere mercoledì.

Dimissioni Draghi, Di Maio critica l’operato di Conte: “Il M5S non esiste più, è un partito padronale. Mossa irresponsabile”. Il presidente Mattarella ha respinto le dimissioni del premier, che mercoledì parlerà alle Camere.

Dimissioni Draghi, Di Maio contro Conte: “Il M5S non esiste più”

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella non ha accolto le dimissioni del Premier Mario Draghi, ma la crisi di governo è tutt’altro che superata. Mattarella ha invitato il Presidente del Consiglio a comunicare con il Parlamento per valutare la situazione.

Draghi si riferirà alle Camere questo mercoledì. Il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio, leader del nuovo partito Insieme per il futuro, ha condannato la scelta di Giuseppe Conte. Poco tempo dopo la sua uscita dai pentastellati Di Maio non ha risparmiato critiche al suo ex partito: “Io lo chiamo il partito di Conte perché quello non è più il Movimento 5 stelle, mi dispiace dirlo. È un partito padronale che ha deciso di anteporre le proprie bandierine alla sicurezza e all’unità nazionale.

Credo che Conte stesse pianificando questa crisi da tanto tempo”.

Il Ministro Di Maio: “Far cadere il governo è una scelta irresponsabile”

Di Maio ha continuato, commentando il pessimo tempismo dell’attuale crisi di governo: “Se da mercoledì andiamo in ordinaria amministrazione non potremo fare quasi più nulla di ciò che serve per superare la crisi economica. Parlo del decreto di 15 miliardi contro il caro bollette. Non abbiamo i poteri per fare la legge di bilancio e andremo in esercizio provvisorio.

Non abbiamo più il potere negoziale ai tavoli internazionali per ottenere il tetto ai prezzi del gas. È da irresponsabili non capirlo.

Per il Ministro degli Esteri, l’esito dell’incontro di mercoledì dipenderà dalla maturità delle forze politiche: “Non è scontato l’esito di mercoledì in aula, dipende dalla maturità. Serve un atto di maturità e non solo di responsabilità da parte delle forze politiche. Spero che domani lo si possa già fare e che ci sia la volontà di farlo”.