Chi è Matilde Gioli? Età, vita privata, carriera dell’attrice di Doc – Nelle tue mani

Matilde Gioli è un'attrice italiana di 31 anni. È stata appena nominata "Cavaliere della Repubblica" dal presidente Mattarella.

Matilde Gioli è un’attrice italiana di 31 anni. È stata nominata “Cavaliere della Repubblica” dal presidente Mattarella, probabilmente grazie alla sua interpretazione nella serie Tv Doc. L’attrice ha rivelato di aver rischiaro una paralisi a 16 anni.

Matilde Gioli: vita privata

Matilde Gioli, nome d’arte di Matilde Lojacono, è nata a Milano il 2 settembre 1989. Nonostante la giovane età ha iniziato tardi la sua carriera nel cinema.

Matilde ha preso il cognome dalla madre per la propria carriera artistica.

Si diploma al Liceo classico Cesare Beccaria e si laurea in Filosofia presso l’Università Statale di Milano. Ha la passione per lo sport e in particolare pratica il nuoto sincronizzato e l’equitazione. Inoltre, è una grande tifosa dell’Inter. La sua carriera cinematografica è iniziata dopo la fine degli studi in filosofia.

La carriera di Matilde Gioli

Matilde Gioli ha iniziato la sua carriera cinematografica con il film Il capitale umano, diretto da Paolo Virzì, grazie al quale riceve numerosi riconoscimenti come la candidatura per il Ciak d’oro nella categoria miglior attrice non protagonista.

Nel 2014 esordisce nel mondo delle serie Tv, recitando in un episodio di Gomorra – La serie. Il 2015 è una anno ricco e fortunato: prende parte a ben tre film: Solo per il weekendBelli di papà e Un posto sicuro.

Nel gennaio 2016 riceve il Premio Afrodite come miglior attrice emergente.  Nel 2017 è nel cast corale del film La casa di famiglia, regia di Augusto Fornari.

Nel 2018, interpreta Ancella nel film Moschettieri del re – La penultima missione di Giovanni Veronesi.

Nel 2020 sarà una delle protagoniste della serie televisiva Doc – Nelle tue mani. Per questa sua interpretazione ha avuto diversi apprezzamenti positivi. 

L’attrice nominata “Cavaliere della Repubblica”

Matilde Gioli ha pubblicato su Instagram  e Facebook un documento non da poco. Ha ricevuto il riconoscimento di “Cavaliere della Repubblica” dal presidente Mattarella. Molto probabilmente il riconoscimento è arrivato a seguito del suo ruolo nella serie Tv Doc – Nelle tue mani dove veste i panni o meglio il camice di una dottoressa.

Un ruolo, complice anche il periodo storico particolare, che è risultato molto empatico ed esemplare.

Matilde Gioli "Cavaliere della Repubblica"
Matilde Gioli “Cavaliere della Repubblica”

 

Nel post di Instagram, l’attrice milanese ha pubblicato la foto del riconoscimento con una dedica speciale al padre: “Ecco un altro scossone forte.

Cavaliere della Repubblica. Ringrazio il nostro presidente Sergio Mattarella per avermi conferito questo prestigioso riconoscimento, è un onore. Non so cosa darei per vedere la faccia di mio papà. Ovunque tu sia, questo è per te”.

In una intervista al Corriere della Sera ha commentato questa onorificenza: “Non me lo aspettavo. È una onorificenza che ha deciso di consegnarmi il Presidente Mattarella dopo la mia partecipazione come madrina alla celebrazione del giorno dedicato alla donna, l’8 marzo.

Non so quali criteri determinino l’assegnazione dei cavalierati. Talvolta mi sento in imbarazzo, penso che questo titolo sia stato attribuito a persone che hanno affrontato anni di lavoro e sacrifici. Poi metto a tacere le mie vocine interiori e penso che sia stata una decisione spontanea. La accolgo con riconoscenza e soddisfazione”.

Matilde Gioli, incidente a 16 anni

Matilde Gioli quando aveva 16 anni rischiò di rimanere paralizzata per tutta la vita.

Mentre si trovava in vacanza studio a Londra e si era recata a fare una gita in un parco acquatico, un ragazzo di 90 chili si tuffò su di lei rompendole 5 vertebre. E’ rimasta ricoverata in Inghilterra per 4 mesi e poi, tornata in Italia, per altri 2 mesi.

L’attrice si è raccontata e ha ricordato l’episodio dell’incedente così come la morte del padre in un’intervista al Corriere della Sera. “Quell’incidente mi ha tolto tanto perché avevo 16 anni ed ero bloccata con addosso un busto di ferro, una lunga, anticipata quarantena. Però ne parlo con gioia perché rischiavo la sedia a rotelle mentre ora sgambetto, con la sensazione di sfruttare risorse che non pensavo di possedere. Il lutto è una cosa diversa. Pesa di più, ciò che manca non torna e per certi versi è insopportabile. Mio padre non esiste più: il verdetto è definitivo ma non lo accetto, faccio cose strane, lo chiamo al telefono, mi chiedo dove diavolo sia. Non poter parlare con lui produce una tristezza profonda. Con la consapevolezza di aver ricevuto tantissimo da lui, la capacità di amare, di stringerci. Purezza e chiarezza. Questo resta. E ritorna”.