“Un agguato organizzato”: la decisione della Cassazione e la tesi dell’accusa
La Corte di Cassazione ha disposto l’Appello bis per Alessandro Impagnatiello, limitatamente al riconoscimento della premeditazione nel femminicidio di Giulia Tramontano. I giudici hanno accolto il ricorso della procura generale e rigettato quello della difesa, che chiedeva di escludere l’aggravante della crudeltà e di riconoscere le attenuanti generiche. “Quello di Giulia Tramontano fu un agguato organizzato e premeditato”. Nella requisitoria, la sostituta procuratrice generale Elisabetta Ceniccola ha sostenuto che l’Appello aveva “svilito il concetto di agguato”, non valorizzando segnali di pianificazione: la scelta dell’arma, la preparazione dell’ambiente domestico e, in particolare, la rimozione di un tappeto. Tra l’ideazione e l’esecuzione del delitto, secondo l’accusa, vi sarebbe stato “tutto il tempo per riflettere”.
Il delitto di Senago: 37 coltellate e il tentativo di avvelenamento
L’omicidio avvenne nell’abitazione della coppia a Senago, nel Milanese, nel maggio 2023. La donna, incinta di sette mesi del figlio Thiago, fu colpita con 37 coltellate. Le indagini hanno inoltre documentato un precedente tentativo di avvelenamento: l’imputato avrebbe somministrato veleno per topi, non per ucciderla ma, secondo le motivazioni d’appello, per provocarne l’aborto. Ceniccola ha aggiunto: “Molti punti della confessione contrastano con gli elementi di fatto acquisiti”. E ha chiesto il rinvio a un nuovo giudizio d’appello, limitato alla verifica della premeditazione, per un corretto inquadramento giuridico del caso. “La corte d’Assise d’Appello sull’aggravante della crudeltà ha argomentato con coerenza”.
La difesa e il percorso dell’imputato: cosa cambia con l’Appello bis
Secondo l’avvocata Giulia Geradini, l’imputato “sta vivendo in modo tranquillo” l’attesa dal carcere di Pavia: “Vado a trovarlo periodicamente – ha dichiarato al termine dell’udienza – e attende l’esito di oggi, che rappresenta un passo importante rispetto al suo percorso”. Per la legale, l’aggravante della premeditazione “è stata esclusa in appello e argomentata ampiamente e correttamente”. Quanto alla crudeltà, ha sostenuto che non sussistano gli elementi per confermarla e che vi siano “i presupposti per il riconoscimento delle attenuanti generiche”. Il nuovo giudizio si concentrerà solo sulla premeditazione. In precedenza, la Corte d’Assise d’Appello aveva escluso tale aggravante, pur confermando l’ergastolo. La scelta odierna apre un ulteriore passaggio processuale che potrebbe ridefinire uno degli aspetti centrali della qualificazione del delitto, senza toccare le altre statuizioni già respinte dalla Suprema Corte.
