Zeman sulla Juventus: “Situazione che fa male al calcio”. Il boemo presenta il suo libro autobiografico

Zeman sulla Juventus ha commentato le ultime vicende extra campo che hanno colpito il mondo bianconero. Ecco le sue parole.

Zeman sulla Juventus ha commentato le ultime vicende delle plusvalenze. Le parole del boemo sono arrivate durante la presentazione del suo libro autobiografico. Tanti i suoi ex giocatori presenti e diverse battute del tecnico interessanti.

Zeman sulla Juventus: “Situazione che fa male al calcio”

Zdenek Zeman alla presentazione del suo nuovo libro ha commentato il caso delle plusvalenze ha colpito il mondo bianconero e come suo solito è stato diretto e duro: “La situazione mi fa male ma non per la Juventus, mi fa male per il sistema calcio”. “La procura di Torino è stata più sveglia delle altre”, ha aggiunto il tecnico ed infine: “Non credo che sia solo la Juventus ad avere problemi nel calcio, ma servono altre procure che agiscano in un certo modo”.

Il boemo presenta il suo libro autobiografico

Nelle scorse ore è stato presentato “La bellezza non ha prezzo” l’autobiografia di Zdenek Zeman scritta con il vicedirettore della Gazzetta dello Sport Andrea Di Caro. Alla presentazione sono intervenuti numerosi ex giocatori di Roma, Lazio e Foggia che hanno avuto Zeman come allenatore. Tra loro Di Francesco, Di Biagio, Marchegiani, Favalli, Rambaudi. Presente anche il professor Sandro Donati che come Zeman ha sempre combattuto il doping nello Sport.

“Mi hanno chiesto per dieci anni di scrivere un’autobiografia, io pensavo che fosse meglio post mortem, ma alla fine ho accettato”, esordisce scherzoso l’allenatore. “Io amato anche dai tifosi dei club che non ho allenato? Penso che il motivo sia perché a loro piaceva quello che le mie squadre provavano a fare, magari senza riuscirci”. Si parla della sua esperienza alla Lazio: “Potevamo fare di più, anche se avevamo pochi ricambi. All’epoca non contava niente arrivare terzi o quarti in campionato, invece ora si festeggia”. Una battuta Zeman la riserva anche ad Arrigo Sacchi: “Mi piaceva la sua cultura del lavoro, che ora si è un po’ smarrita. Posso dire che contro di lui non ho mai perso”, ridacchia.