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Paperoni opinionisti: guadagnano più dei giocatori

Allenare? Macchè! Meglio stare in tv come talent e seconde voci. Sempre più ex calciatori preferiscono ormai le carriera da opinionisti. Zero pressioni e responsabilità, a fronte di guadagni elevatissimi. Il primo fu Gianluca Vialli, che dopo la deludente esperienza al Watford divenne il volto della neonata Sky Sport con un ingaggio annuale di circa 1,5 milioni. Per intenderci lo stipendio di un allenatore di buon livello di Serie A come Mihajlovic o Giampaolo. La nuova frontiera si è allargata negli anni con sempre più calciatori che appena smettono passano subito dietro la telecamera, vedi Massimo Ambrosini.  

Uno dei più celebri è stato Massimo Mauro, che a Sky guadagnava 600mila euro netti: contratto poi ereditato da Alex Del Piero, ingaggio simile pure per l’astro nascente della pay tv Lele Adani, che qualche anno fa addirittura declinò le avance di Mancini che lo voleva nel suo staff. Da collaboratore tecnico all’Inter avrebbe guadagnato meno della metà. Bobo Vieri viaggiava sui 200mila euro annui a Mediaset per una ospitata settimanale a Tiki Taka più il bordo campo Champions nelle sfide di martedì. Cifre che colleghi che allenano in B o in C si sognano spesso e volentieri. Oltre a essere oggetto di critiche e contestazioni se i risultati non arrivano. Qualche anno fa Angelo Di Livio era ospite fisso di Rai Sport e declinò la chiamata del Grosseto di Camilli in Lega Pro. Per allenare in C avrebbe percepito appena 40mila euro: meglio restare comodi in poltrona a commentare gli altri…

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