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Le Olimpiadi di Tokyo ancora nel caos. Anche a causa dei vaccini

Rinviarle ancora vorrebbe dire cancellarle per sempre. Si corre ai ripari, ma non sarà mai una manifestazione Covid-free.

A 85 giorni dall’accensione del braciere olimpico sono poche le certezze intorno alle Olimpiadi dell’era del Covid. Si sa che il Cio e il Comitato organizzatore faranno di tutto per non mancare l’appuntamento (vorrebbe dire cancellarle dopo il rinvio al 2021) e che saranno a porte chiuse, ovvero vietate al pubblico straniero. Quello giapponese? Si vedrà, perché ormai anche gli organizzatori ammettono apertamente di non essere in grado di garantire nulla vista la situazione del paese del Sol Levante. Tra le certezze c’è anche che per capire esattamente cosa stia accadendo a Tokyo e dintorni è bene farsi un giro ogni tanto sulla stampa straniera, soprattutto britannica. In Italia arrivano solo frammenti del caos poco nipponico di queste settimane che ha costretto il primo ministro Suga a presentare scuse formali ai suoi concittadini per aver allentato troppo in fretta le misure restrittive costringendo il Giappone a un nuovo stato d’emergenza a partire dallo scorso 23 aprile.

I dubbi sui vaccini

La situazione è poco chiara, tra ritardi spaventosi nella campagna vaccinale (la percentuale è intorno all’1% della popolazione), test non a tappeto e un andamento che gli stessi giapponesi reputano così ondivago da mettere a rischio tutto. Anche le Olimpiadi? Al momento non ci si spinge così in là, ma è ormai abbastanza chiaro che difficilmente saranno giochi Covid-free e che si tratterà di una festa della paura più che una celebrazione del faticoso ritorno alla normalità.

Le delegazioni si stanno attrezzando per vaccinare i propri atleti e tecnici; anche in Italia il dibattito si è aperto, con il Coni che sta lavorando senza dare troppo nell’occhio per evitare l’effetto-polemica garantita dall’idea che i giovanotti delle Olimpiadi saltino la fila (problema che esiste anche per gli azzurri dell’Europeo di calcio).

Si discute su come immunizzare chi proviene dai paesi più poveri e meno avanti nella campagna vaccinale e su quali protocolli adottare nel villaggio e nei luoghi olimpici. Tutto perfetto, almeno all’apparenza. Ma, come scriveva il Guardian in un lungo post inchiesta qualche giorno fa, la verità è che “il lento lancio del vaccino in Giappone getta ombre sulle Olimpiadi”. Tutta colpa dell’estrema cautela e della burocrazia che stanno rallentando l’azione del governo. A meno di tre mesi dal via, un privilegio che ormai nessuno si può più permettere.