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Cosa c’è dietro all’accordo tra Cairo e Dazn

Il patron del Torino e di Cairo Communications (ma anche di Rcs) fa il salto di barricata e si allea con gli avversari di Sky. Ecco perché.

A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca. Il celebre adagio andreottiano si adatta benissimo al presidente del Torino e di RCS Urbano Cairo. L’ediTorino come è stato ribattezzato da alcuni colleghi di Serie A è stato tra i voti determinanti per il trionfo di Dazn nella battaglia dei diritti TV. Un appoggio verso il broadcaster londinese vissuto da Sky come un vero e proprio tradimento.

A Rogoredo, infatti, credevano in un appoggio incondizionato di Cairo come accaduto con la triade Ferrero-Preziosi-Carnevali. E invece l’imprenditore alessandrino intorno al 20 marzo ha fatto il salto della barricata, schierandosi con le big in favore di Dazn. Una mossa a sorpresa rivelatesi decisiva. Come mai questo repentino cambio di voto? Si sussurra che Cairo abbia fatto bene i suoi conti. In tutti i sensi, verrebbe da dire.

Lo si è capito dopo la diffusione della notizia dell’accordo raggiunto tra Dazn e Cairo Communication da tre milioni di euro l’anno. Nello specifico, l’accordo consentirà l’utilizzo della banda sul multiplex di proprietà della società editoriale del patron del Torino per la creazione di due canali digitali play di backup all’offerta della piattaforma streaming che si è aggiudicata i diritti 2021-2024 della Serie A.

Non solo… Dazn dovrà, infatti, allargare la propria raccolta pubblicitaria e cerca un partner in esclusiva. E (che coincidenza…) potrebbe affidarla a una struttura commerciale rodata come Cairo&Rcs. Cairo per questo motivo ha fatto anche da calamità di voti coinvolgendo sul fronte Dazn la Roma che ha fatto raggiungere il quorum alla società guidata da Veronica Diquattro. Perché alla fine era tutta una questione di business. E nel mondo degli affari bisogna sapere intravedere le occasioni giuste. Con buona pace di Sky che pensava di tenere in pugno la Serie A…

(Foto: Torino F.C.)