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Dazn si allea con Tim: è la fine della net neutrality?

La strana alleanza tra Dazn e l'operatore telefonico rischia di mandare all'aria una delle regole principali della rete?

E così Dazn si è aggiudicato i diritti televisivi per la Serie A, come previsto da True News. Vista la natura del servizio di streaming, il concetto di “diritti tv” viene in questo caso portato al limite: le partite saranno infatti disponibili solo online. Niente digitale terrestre né satellite: solo internet. Una rivoluzione mediatica che nasconde inedite insidie per lo stato della rete internet in Italia, dopo l’accordo raggiunto da Dazn con Tim. A essere messo a rischio è il concetto di net neutrality, neutralità di rete, che vedremo a breve.

Il ruolo di Tim

Prima di proseguire, sia chiaro: Tim è sponsor ufficiale della Serie A, quindi chiunque firmi questo tipo d’accordo si ritrova ad avere rapporti con l’operatore telefonico. A differenza di Sky, però, Dazn ha bisogno di Tim – tra gli altri – per poter funzionare e arrivare a una grossa fetta di pubblico. Ed è proprio questo l’aspetto della partnership tra le due realtà che fa storcere il naso. 

Per capire perché, basta leggere il comunicato ufficiale (qui l’integrale): “DAZN, che si è aggiudicata i diritti televisivi per le partite di Serie A per le stagioni 2021-2024, proseguirà la distribuzione delle partite via internet e ha scelto TIM come partner strategico. Pertanto, TIM sarà l’operatore di telefonia e Pay Tv di riferimento per l’offerta dei contenuti di DAZN in Italia”. L’investimento fatto dall’operatore è importante: 340 milioni di euro all’anno (su un totale di 840 offerti da Dazn), più di un miliardo di euro per tutto il triennio. “Ma qual è il problema?”, si chiederà qualcuno. 

La neutralità di rete

Il problema sta nella duplice natura di Tim, che è sia operatore delle telecomunicazioni che proprietaria di TimVision, che trasmetterà contenuti esclusivi legati alla Serie A. Un cortocircuito che va a toccare i delicati fini della neutralità di rete, il concetto per cui i pacchetti di informazioni che attraversano la rete ricevono tutti un trattamento paritario. Non ci sono pacchetti più “importanti”, ergo più veloci, degli altri. La rete, insomma, è neutra.

Ebbene, almeno in Italia, la rete è in buona parte gestita da Tim. Che ha investito molto in un certo numero di contenuti calcistici, controllati da Dazn. Per questo fa specie leggere Tim spiegare come il suo servizio avrà “la possibilità di offrire a tutti i clienti la migliore user experience” delle partite in questione.Cosa avranno voluto dire? La net neutrality è in pericolo o è solo la nuova frontiera dei diritti tv (che poi non sono nemmeno più legati alla tv)?