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Una “lettiana” per Beppe Sala. Come prenderà Renzi il “tradimento”?

Maura Satta Flores viene dal think tank “VeDrò”, il bacino di idee e volti di Enrico Letta, di cui è stata vice presidente L’esperta di sociale, innovazione e comunicazione scelta da Beppe Sala come numero uno del suo Comitato elettorale, con il compito di organizzare le attività in vista delle elezioni di Milano 2021, è una “lettiana” di ferro. Legge del contrappasso? Pare di sì. Perché alle scorse elezioni del 2016 il nome di Beppe Sala era indissolubilmente legato al “nemico” interno di Letta, quello di Matteo Renzi. L’ex premier lo aveva incoronato come commissario di Expo. La sua candidatura a Palazzo Marino venne orchestrata da un’altra donna, volto noto del renzismo a Milano: quello di Ada Lucia De Cesaris.

Uscita dalla giunta Pisapia è lei che di fronte a un caffè suggella l’alleanza con Beppe Sala. Ed è lei che orchestra l’operazione Elfo Puccini, quando il 7 gennaio di quell’anno l’ex manager di Expo si prende, sul palco del teatro milanese, gli endorsement di quasi tutti gli assessori “arancioni” in carica. In quel momento che si capisce come come gli avversari interni di Sala, Pierfrancesco Majorino e Francesca Balzani, hanno poche chance di vincere le primarie. Alla fine del discorso di quella sera, mentre la platea applaude, De Cesaris e Sala si abbracciano. Nella giunta Sala l’avvocatessa milanese “impone” alcuni dei suoi nomi, come quelli della vice sindaca Anna Scavuzzo e dell’assessore allo Sport Roberta Guaineri. E ora? Il sindaco di Milano “fraternizza” con lo storico nemico. Rimane da capire come si comporterà Renzi. Da traditore (“stai sereno”, i 101 che affossarono Romano Prodi al Quirinale) a tradito. Legge del contrappasso. O della politica.