La vittoria di FdI vista da Bruxelles e dalla Francia

True-news.it ha intervistato Vincenzo Sofo, eurodeputato del partito di Giorgia Meloni e marito di Marion Maréchal, nipote di Le Pen

Perchè questo articolo potrebbe interessarti? La vittoria di Fratelli d’Italia vista da Bruxelles smonta gli allarmismi dei detrattori del centrodestra. True-news.it ha intervistato Vincenzo Sofo, eurodeputato del partito di Giorgia Meloni e marito di Marion Maréchal, nipote di Le Pen. Per il parlamentare europeo la destra italiana è un modello anche all’estero. 

“Ancora una volta buone notizie per l’Italia. La Commissione ritiene che l’Italia abbia compiuto progressi sufficienti nell’attuazione del suo piano Pnrr per ricevere un secondo pagamento da NextGenerationEU.

Congratulazioni, Italia, e continua a lavorare bene! La Commissione è al vostro fianco”. Così la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha commentato questo pomeriggio la conferma della seconda tranche del Pnrr da 21 miliardi.

Parole che suonano come una rassicurazione e al contempo un invito al neo eletto Parlamento a proseguire sulla linea delle riforme. D’altronde le reazioni di cancellerie e stampa estera sulla vittoria del centrodestra italiano non si sono fatte attendere.

La vittoria di Meloni vista da Vincenzo Sofo

“In questo momento tutta Europa e, non solo, sta guardando a Giorgia Meloni e all’Italia, così come tutti i partiti di centrodestra” ha spiegato a true-news.it Vincenzo Sofo, eurodeputato del Gruppo dei Conservatori e Riformisti europei in quota Fratelli d’Italia. Sua moglie è Marion Maréchal, vicepresidente esecutivo del partito nazionalista francese Reconquête, nonché nipote di Marine Le Pen.

“FdI sta portando avanti un salto di qualità della destra che non rinuncia ai valori, ma sa essere anche pragmatica.

Giorgia Meloni è riuscita a realizzare questo percorso nel nostro Paese, compiendo un passo aggiuntivo rispetto al successo che la sua guida dei conservatori europei sta ottenendo a Bruxelles”.

La Francia si divide sul successo di Fratelli d’Italia

L’exploit della destra italiana è oggetto di particolare attenzione nella vicina Francia.

Se la reazione della leader del Rassemblement National, Marine Le Pen è stata entusiastica: “Il popolo italiano ha deciso di riprendere in mano il proprio destino, eleggendo un governo patriottico e sovranista”, i toni utilizzati dalla premier Elisabeth Borne, che ha chiamato in causa la stessa von der Leyen, esprimono allarme.

“Gli italiani hanno votato, non ho intenzione di commentare questa scelta democratica. Ovviamente saremo attenti, insieme alla Presidente della Commissione europea, a garantire che i diritti umani, il rispetto reciproco, in particolare il rispetto del diritto all’aborto, siano rispettati da tutti”, ha dichiarato in un’intervista televisiva.

A rincarare la dose l’ex presidente della Repubblica, il socialista François Hollande: “La vittoria dell’estrema destra in Italia è una minaccia per i diritti fondamentali e un rischio di paralisi per l’Europa”.

“Questi commenti appartengono a una sinistra che non ha più argomentazioni, con visioni folkloristiche – è stata la replica di Sofo -. Hollande e il partito socialista non esistono più in Francia. Stiamo parlando del nulla. Figure come queste non hanno più alcun collante con la realtà. Anche perché il ministro dell’economia francese, Bruno Le Maire, ha dichiarato di non essere preoccupato della vittoria di FdI per la stabilità dell’Europa e non ha manifestato alcuna preclusione”.

L’eurodeputato rincara la dose: “Per mesi c’è stato raccontato che la destra avrebbe portato chissà quali conseguenze. Oggi la Commissione Europea è pronta ad erogare la seconda tranche di fondi del Pnrr”. Gli obiettivi raggiunti da Meloni rappresentano un modello per la destra d’Oltralpe, come testimonia la stessa Reconquête.

“Marion Maréchal – illustra Sofo – ha portato in Francia una linea strategica simile a quella di FdI e che si differenzia da quella di Marine Le Pen”.

La polemica sulla vicinanza all’Ungheria di Orbán

A proposito delle polemiche sulla vicinanza delle posizioni di FdI all’Ungheria di Viktor Orbán, il parlamentare europeo non ha dubbi. “Gli attacchi sull’Ungheria fanno sorridere. A prescindere dal colore delle forze di governo, gli Stati avviano dialoghi, che sono il sale della democrazia e della diplomazia internazionale”.

E ancora: “Sono state mosse delle accuse sterili, cercando a tutti i costi uno spettro nero, senza alcuna logica. Il gruppo dei conservatori europei raccoglie partiti appartenenti a molti governi. Nella nostra coalizione ci sono i conservatori svedesi come quelli cechi: il raggio d’azione è molto più ampio della visione macchiettistica della provincia dell’Ungheria che alcuni media italiani ed esteri vogliono mostrare”.