Chi è Giovanbattista Fazzolari, lo stratega di Giorgia Meloni

Sempre attento dietro le linee a guidare la strategia di Giorgia Meloni, Giovanbattista Fazzolari è il Rasputin di Fdi

Perchè potrebbe interessarti? Crediamo sia importante conoscere gli uomini e le donne che agiscono dietro le figure politiche leader dei partiti e candidati alle elezioni. Fazzolari è uno di loro, l’uomo che Giorgia Meloni porta sempre al suo fianco.

Giovanbattista Fazzolari è l’uomo nell’ombra di Giorgia Meloni, lo stratega di Fratelli d’Italia che l’onorevole romana si porta sempre a fianco negli incontri chiave.

50 anni, nativo di Messina, figlio del diplomatico Michele Lucia Fazzolari e dell’insegnante Angelica Bellantone, Fazzolari segue l’ex Ministro della Gioventù, che ha cinque anni in meno di lui, dai tempi della militanza nei gruppi giovanili di Alleanza Nazionale come una presenza discreta, mai ingombrante e sempre dedita al duro lavoro.

Da molti è stato paragonato a Gianni Letta e Giancarlo Giorgetti, ma rispetto al consigliere storico di Berlusconi ed ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e all’attuale Ministro dello Sviluppo Economico Fazzolari non gestisce, ad oggi, reti di potere o network strutturati di relazioni per fare da “pontiere” tra i leader politici di riferimento nel centrodestra e determinati mondi del campo economico, imprenditoriale, sociale, culturale, mediatico e accademico. La sua è l’organica posizione dello stratega di partito, fedele alla linea di Fratelli d’Italia a cui contribuisce a dare organicità.

Fazzolari, ombra di Giorgia Meloni

Fazzolari di Giorgia Meloni è stato braccio destro e fido consigliere sin dalla fine degli Anni Novanta. Diplomato al Liceo Chateaubriand, liceo francese di Roma, nel 1989, ha vissuto al seguito del padre  diplomatico a Ankara, Buenos Aires e Parigi  si è poi laureato in Economia e Commercio alla Sapienza – Università di Roma, ha svolto il corso post laurea in Operatore della Comunità europea presso la Scuola Italiana per l’Organizzazione Internazionale.

Funzionario pubblico di rango, è stato a inizio Anni Duemila Direttore Generale della Direzione Aeroporti della Regione Lazo, prima di diventare Mobility Manager, e dal  2002 al 2004 è stato vice commissario del Parco Naturale dei Monti Simbruini del Lazio.

In parallelo ha consolidato l’impegno nel Fronte della Gioventù del Movimento Sociale Italiano, in cui è entrato nel 1989, e alla cui transizione in Azione Giovani dopo la svolta del partito ad Alleanza Nazionale nel 1994 ha contribuito.

Nel 1996 inizia a collaborare con l’allora 19enne Giorgia Meloni, che quell’anno diviene responsabile nazionale di Azione Studentesca, il movimento studentesco di Alleanza Nazionale, alla cui ascesa Fazzolari ha contribuito. Tra il 2000 e il 2004 ha contribuito a promuovere tesi e programmi con cui la Meloni ha costruito la sua scalata a dirigente nazionale di Azione Giovani, iniziando a consolidare quella fusione tra visione di destra sociale e conservatorismo moderno proprio dell’attuale linea di Fratelli d’Italia.

Propria di Fazzolari e trasmessa alla Meloni, in particolare, una critica strutturale alle minacce ritenute come portato strutturale della globalizzazione all’identità nazionale. Sua anche la scelta di popolarizzare il termine “patrioti”, reso inizialmente mainstream nella destra non berlusconiana da Francesco Starace, tra i fedelissimi della Meloni, eletta deputata nel 2006.

Quando la Meloni fu nominata vicepresidente della Camera (2006-2008) Fazzolari fu il suo consulente giuridico; quando, scelta come Ministro della Gioventù nel governo Berlusconi IV (2008-2011), entrò nell’esecutivo del centrodestra vittorioso alle elezioni del 2008 invece fu sempre Fazzolari a guidare la sua Segreteria tecnica.

Lo stratega di Fdi

Dalla nascita di Fratelli d’Italia come scissione del Popolo delle Libertà a fine 2012 fu sempre Fazzolari a consigliare, assieme ai co-fondatori Guido Crosetto e Ignazio La Russa, la Meloni sui passi da compiere. Sempre un passo dietro la leader, ma indispensabile, nel lungo decennio di apprendistato e traversata del deserto all’opposizione di sette governi (Monti nella sua fase finale, Letta, Renzi, Gentiloni, Conte I e II, Draghi) Fazzolari ha consigliato Fdi e la Meloni nel processo di maturazione politico.

Accomunabile a Letta e Giorgetti per le ottime entrature in campo americano, ben visto all’Ambasciata Usa al cui più recente 4 luglio era in prima linea come ospite, Fazzolari ha assieme a Raffaele Fitto e Carlo Fidanza fatto da pontiere per l’avvicinamento di Fdi ai Conservatori Europei, oggi presieduti dalla Meloni, e al Partito Repubblicano statunitense. Difensore dell’idea di autonomia strategica europea, chiede per un eventuale governo di Fdi un ruolo di protagonista nell’Unione Europea, mai subalterno ma complementare a quello di Francia e Germania.

Nominato responsabile del programma di Fdi, studioso di ogni tipo di dossier, dal fisco all’energia, consiglia a Meloni incontri con figure di riferimento e prese di posizione pragmatiche, predicando cautela e realismo sulle dichiarazioni per evitare di essere inchiodati a promesse non mantenibili in caso di impegni di governo. “Qualcuno lo ha soprannominato la “Bussola”, in omaggio al fatto che le sue indicazioni, spesso vengono prese per oro colato, considerando l’equilibrio e l’esperienza del personaggio. Qualcuno invece preferisce chiamarlo simpaticamente Spugna, per la sua capacità di assorbire in poco tempo una miriade di nozioni”, fa notare Affari Italiani. Il volto pubblico di Fazzolari si è mostrato con maggior salienza a partire dal 2018, quando è stato eletto Senatore per Fdi. Ma non si è mai pubblicizzato per volontà dello stesso politico di origine siciliana.

Il prossimo sottosegretario a Palazzo Chigi?

“Il Pd ha un ceto di potere che si spaccia per classe dirigente. La nostra fortuna è avere una classe dirigente che non è un ceto di potere”, ha sottolineato Fazzolari in una recente intervista a Il Foglio che mostra esplicitamente visione, pensiero e ambizioni della leadership di Fdi di cui è lo stratega.

Nella corsa al voto del 25 settembre la Meloni ha affidato a lui in primo piano e in subordine al fedelissimo Francesco Lollobrigida, capogruppo alla Camera, e alla fedelissima romana Chiara Colosimo l’organizzazione strategica del programma politico e del ritmo della campagna elettorale. Per Fazzolari potrebbero, in caso di ingresso dell’onorevole romana a Palazzo Chigi, aprirsi le porte del ruolo strategico di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ovvero di garante dell’agenda di governo. Un ruolo discreto, operativo, di duro lavoro e grande influenza senza la necessità della visibilità. Quello che piace a Fazzolari. Numero due per scelta, desideroso di fare della protetta Meloni la numero uno della politica italiana.