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Davide Casaleggio, l’eterno milanese sottovalutato che “lascia” il M5S

Nel M5S si apre la crisi "burocratica". Davide Casaleggio (e Rousseau) se ne vanno sbattendo la porta. Battaglia in tribunale in arrivo?

L’ultimatum di Rousseau al Movimento cinque stelle è scaduto, ma senza un accordo tra le parti. Risultato? Davide Casaleggio, fondatore dell’associazione Rousseau, se ne va sbattendo la porta. Una decisione “non facile” ma al tempo stesso “inevitabile”. Gran parte dei parlamentari, infatti, da mesi, non versava alcun obolo a Rousseau. E la piattaforma, anche per questo motivo, si trova in difficoltà finanziaria.

Fin qui tutto bene, ma che succede da oggi in poi? Siamo proprio sicuri che, tra Movimento 5 stelle e Rousseau, le strade si divideranno così facilmente?

L’impressione è che Casaleggio, da sempre lontano dai riflettori, sia un eterno sottovalutato dai media. Ora il Movimento dovrà dotarsi di una nuova piattaforma e quanto tempo servirà si vedrà. Di certo Giuseppe Conte, leader in pectore di grillini, non potrà rimanere a guardare a lungo. Secondo Il Fatto Quotidiano, infatti, chiederà a breve a Casaleggio la lista degli iscritti al Movimento. E in caso di diniego da parte di Rousseau dovrà esprimersi un tribunale.

Il discorso fino a qui, dal punto di vista dell’ex premier Conte, appare liscio come l’olio. Peccato che le carte bollate dicano tutt’altro, e pendano dal lato di Davide. Questo perché l’associazione Movimento 5 Stelle con sede a Roma, dal punto di vista legale, è stata fondata da Davide Casaleggio e Luigi di Maio. Ma non finisce qui perché il promotore della piattaforma, all’interno di Rousseau, dispone della banca dati degli iscritti e ha l’esclusiva di comunicare con loro.

C’è poi l’ultima questione in gioco, tutt’altro che rilevante, e riguarda il simbolo: a chi appartengono “le cinque stelle”? Qui la questione è intricatissima. L’associazione di Beppe Grillo, leggendo le carte, ha infatti concesso l’uso gratuito del simbolo proprio all’associazione Rousseau.
Tutti avvenimenti che risalgono al lontano “2018”, quando Giuseppe Conte era ancora uno sconosciuto. Tanto è vero che, leggendo le carte bollate, l’ex premier non é altro che un signor nessuno.