Pharma Covid e patologie cardiovascolari. Battistina Castiglioni ne parla a The True Show

Covid e patologie cardiovascolari. Battistina Castiglioni ne parla a The True Show

Come ha reagito la rete cardiologica italiana di fonte al Covid-19? Quanti e quali interventi sono saltati per l’impreparazione delle strutture nei primi mesi di fronte all’emergenza oppure per i timori dei pazienti nel recarsi in ospedale soprattutto nelle fasi più acute dell’epidemia? Quali conseguenze avrà nel prossimo futuro sui pazienti cardiopatici e, soprattutto, come recuperare il terreno perso?

Ne parla a The True Show, in onda su Telelombardia alle ore 11.00 giovedì 13 maggio, la dottoressa Battistina Castiglioni. Consigliere Nazionale della Società Italiana di Cardiologia Interventistica (GISE) e Direttore Dipartimento Cardiovascolare dell’Asst Sette Laghi, in più occasioni intervistata da True Pharma, Castiglioni ha spiegato che ora è necessario “garantire che la stessa possibilità di accesso che c’è sulla terapia considerata salva-vita si possa replicare sulle altre patologie”. A cominciare “dalla stenosi aortica e dal trattamento della valvola mitrale”. Il modello organizzativo a cui guardare è quello della “rete di hub” che permettano la gestione rapida e immediata anche per i malati che arrivano nei centri più periferici. Un modello già attuato per l’infarto acuto, ora da replicare per altre patologie, che ha permesso all’Italia di scalare le classifiche in Europa e arrivare ai primi posti per numero di angioplastiche primarie effettuate su milione di abitanti, superando le 600. Un dato che ci ha “permesso di cambiare la storia dell’infarto acuto” ha detto Castiglioni.

Ma oltre agli aspetti organizzativi, parleremo anche di accesso all’innovazione e dell’utilizzo delle nuove tecnologie in ambito cardiovascolare: dai vantaggi terapeutici delle tecniche mininvasive che impattano in termini di ospedalizzazioni e efficientamento delle risorse economiche, fino alla necessità di un piano cardio-vascolare nazionale con un obiettivo chiaro: garantire l’accesso equo alle tecnologie e la definizione di un piano organizzativo organico. Partendo dalla Lombardia ferita dal Covid. Dove però hanno sede ben 55 dei 269 centri che forniscono i dati al GISE e il il numero di emodinamiche più elevato in tutta Italia

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