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Settimana lavorativa di 4 giorni: pro e contro

Quali sono i pro e i contro della settimana lavorativa di 4 giorni, che molti paesi stanno introducendo nell'organizzazione del lavoro.

In molti Paesi si discute sull’eventualità di rivedere i tempi del lavoro: proposta una settimana lavorativa di 4 giorni, pagati come se fossero cinque. Vediamo quali sono i pro e i contro di questa soluzione e quali Paesi l’hanno già introdotta.

Pro e contro della settimana lavorativa di 4 giorni

Tanti e innegabili i punti a favore di questa proposta. Ci sono da considerare innanzitutto gli effetti positivi sulla salute, sulla qualità di vita e, di riflesso, sulla produttività.
Introducendo questa nuova modalità lavorativa, si riducono i costi di gestione per gli uffici che restano chiusi un giorno in più alla settimana, e al contempo i dipendenti hanno la possibilità di risparmiare su trasporto, pranzi, caffè e altre spese varie.

Inoltre, l’idea di avere un fine settimana di tre giorni rendere tutti più felici: aumenta la motivazione e di conseguenza si incrementano la produttività e le prestazioni.

Ma è anche vero che la settimana corta non è la migliore soluzione per tutte le aziende: sarebbe controproducente per quelle corporazioni che intendessero ridurre i giorni di lavoro mantenendo però le ore complessive settimanali, con il risultato che la giornata si allungherebbe a dieci ore.

Quali Paesi hanno introdotto la settimana lavorativa di 4 giorni?

Già diversi paesi, in Europa e nel mondo, hanno sperimentato la settimana lavorativa di 4 giorni pur garantendo lo stesso stipendio. Dalla Spagna al Giappone, arriva anche il successo travolgente dell’Islanda.

Il Giappone

In questo Paese, noto per il fenomeno karoshi (morte per il troppo lavoro), il governo ha deciso di intervenire spingendo le aziende a proporre ai propri dipendenti una settimana lavorativa di 4 o 5 giorni.

Nuova Zelanda

Dopo il Giappone, anche questo Paese ha sperimentato la settimana lavorativa corta: la società Unilever si sta impegnando a ridurre del 20% l’orario di lavoro, ma senza ripercussioni sullo stipendio.

L’esperimento dell’Islanda

Un “successo travolgente“: così i ricercatori hanno definito l’esperimento dell’Islanda che ha anche lei introdotto la settimana lavorativa di 4 ore, lasciando invariata la busta paga.

L’esperimento, che ha coinvolto oltre 2.500 lavoratori del settore pubblico, ha permesso in cinque anni di ottenere i seguenti risultati: nessun calo della produttività (che in alcuni casi è anche migliorata), lavoratori meno stressati e miglioramento della salute e dell’equilibrio tra vita privata e lavoro.

La Spagna

In Spagna è previsto un progetto sperimentale di 3 anni per ridurre la settimana lavorativa a 4 giorni, garantendo lo stesso stipendio e coinvolgendo alcune aziende che saranno tuttavia sostenute dal governo.

La Francia

In Francia la settimana lavorativa è stata ridotta da 39 ore settimanali a 35.

E in Italia?

In Italia la settimana lavorativa è ancora di 40 ore e non ci sono iniziative governative per ridurla o portarla a 4 giorni.

Sempre in Europa è stata prevista la settimana lavorativa di 4 giorni per singole aziende o per intere categorie: in Olanda (29 ore settimanali); in Norvegia (33 ore) e in Danimarca (33 ore).