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Reskilling e sostenibilità: saranno queste le priorità del lavoro del futuro?

L'ultimo studio di Mercer sulle priorità per i lavoratori nel post-Covid: benessere e flessibilità innanzitutto.

Ormai è chiaro: nessuno sa con certezza come sarà il lavoro del futuro o quali forme assumerà. Per questo negli ultimi mesi si sono moltiplicati gli studi, i sondaggi e le previsioni sull’argomento. Mercer, la multinazionale di consulenza sul lavoro, ha appena pubblicato il suo contributo al dibattito, il “2021 Global Talent Trends Study”, in cui ha delineato tre “priorità” sulla base di interviste a 7.300 senior executive, direttori del personale e dipendenti in 44 Paesi.

Flessibilità e reputazione

I tre punti chiave sono: upskilling e reskilling; la creazione di una cultura lavorativa salutare; la reinvenzione della sostenibilità. Partiamo dal primo, che consiste nell’aggiornamento e nella trasformazione continua dei lavoratori e dei talenti, che interessa il 58% degli intervistati in Italia. Il 39% è invece focalizzato sulla flessibilità e sulla ridefinizione degli orari e dei luoghi di lavoro, inevitabile conseguenza del Covid-19. Il secondo punto indica l’importanza crescente di un ambiente di lavoro fatto di rispetto e trasparenza: “La reputazione delle aziende che non hanno a cuore la salute delle persone – si legge nel report – ne rimette”, così come la loro capacità di attirare nuovi talenti.

Sostenibilità

Infine, la sostenibilità: in questo caso non si parla di energia e ambiente ma di una sostenibilità professionale, ovvero quanto un luogo di lavoro riesce a mantenere vivo l’interesse dei suoi dipendenti. Per il 42% degli intervistati è essenziale una maggiore assistenza al benessere mentale dei lavoratori, con una minoranza del 16% che richiede una “strategia” interna per la felicità dei lavoratori, anche da remoto.

“Le aziende etiche mirano ad obiettivi sostenibili”, secondo l’amministratore delegato Mercer Italia Marco Morelli. “Legare gli obiettivi Esg (ambiente, sociale e governance), alla proposta di valore centrale dell’azienda e integrare queste metriche nelle scorecard dei decisori, sono solo due degli approcci che secondo noi dovranno perseguire le società nel 2021 se vogliono essere vincenti”.