L’ultima moda? Tornare al corsivo. Sì, ma quello scritto

L’arte del corsivo diventa materia scolastica: al via la prima sperimentazione in Italia per insegnare la scrittura a mano alle scuole superiori

Il corsivo è tornato di moda. Ma non pensate subito ad Elisa Esposito, l’influencer milanese che da qualche tempo spopola su TikTok con le ‘lezioni’ in cui insegna ad allungare le vocali e assumere un tono cantilenante (nella foto, a sinistra). Qui si parla del corsivo vero, quello scritto, che si impara sui banchi di scuola fin dalla prima elementare: molti lo stanno dimenticando a causa dell’uso massiccio di smartphone e computer, che con le loro tastiere hanno soppiantato la vecchia accoppiata penna-foglio di carta.

Perché scrivere in corsivo fa bene alla mente

E non è solo questione di voler mantenere in vita una tradizione. Perché la scrittura a mano è di fondamentale importanza per potenziare capacità di concentrazione, memoria, organizzazione del pensiero e proprietà di linguaggio, come dimostrano numerosi studi scientifici e come conferma l’esperienza di innumerevoli insegnanti ed educatori.

Perché allora non far diventare il corsivo una materia di studio a tutti gli effetti? In Friuli Venezia Giulia sono i primi a crederci, per la precisione a San Daniele (UD): è qui che un istituto superiore, il Vincenzo Manzini, l’Assessorato regionale all’Istruzione e una scuola di calligrafia hanno unito le forze per un progetto unico nel suo genere.

 

In questo mese di settembre otto classi dell’istituto, circa 150 ragazzi, stanno frequentando un corso di 15 ore incentrato sul corsivo italiano, completo di scheda di valutazione personalizzata con l’indicazione delle aree di miglioramento. Un’occasione unica per recuperare la manualità e la sensibilità che si sono perse specialmente in questi anni di DAD”, spiega Roberto Giurano, direttore dello Scriptorium Foroiuliense – Scuola Italiana Amanuensi, che già da un decennio cura questo tipo di corsi (sia rivolti agli appassionati, sia in partnership con associazioni e università di tutto il mondo).

L’obiettivo è replicare questa esperienza anche con altri istituti della scuola secondaria di secondo grado, in particolare con gli studenti del primo anno. “Lavoriamo prima di tutto sulla postura – prosegue Giurano –, che con la didattica a distanza è stata molto sacrificata, e sul modo corretto di utilizzare gli strumenti manuali, del tutto diversi dalle tastiere e dai touch screen. E poi il tratto e il movimento. Non è un esercizio di stile fine a se stesso, ma un metodo per acquisire concentrazione e coordinazione”.

Le origini dell’arte calligrafica

Il metodo proposto dallo Scriptorium si basa su anni di esperienza e di studio della storia e dei fondamenti dell’arte calligrafica, che affonda le sue radici nella tradizione italiana. Parte degli insegnamenti del corso è infatti tratta da uno dei più antichi manuali sulla materia, intitolato “La operina di Ludovico Vicentino, da imparare di scrivere littera cancellerescha”, del 1522.

I rudimenti, sempre validi, si trovano proprio in questo trattato, su cui lo Scriptorium ha condotto un progetto di rilevanza internazionale – conclude Giurano –.

A ottobre, infatti, presenteremo, in collaborazione con prestigiose università italiane e straniere, la tiratura a stampa di venti copie anastatiche di quest’opera fondamentale, per celebrarne i 500 anni di storia“.