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Il lunedì nero di Facebook

Può un solo problema tecnico mandare in aria Facebook, Whatsapp e Instagram? Sì, se un'azienda arriva a controllare mezzo internet.

“Internet non funziona”, hanno pensato in molti. Basterebbe una frase simile per dare un’idea delle dimensioni di Facebook e delle sue proprietà, che lunedì si sono bloccate per circa sei ore, creando scalpore in tutto il mondo.

Il lunedì nero di Facebook, Instagram e Whatsapp ha subito ispirato teorie e fantasie tra il cospiratorio e il fantascientifico. Girava voce, in quelle ore di crisi, che l’intero codice del sito fosse stato “cancellato”, per dirne una. E poi, inevitabile, il sospetto di un attacco hacker cinese o russo.

L’effetto domino che ha spento Facebook, Instagram e Whatsapp

La verità si sta rivelando meno creativa ma più complessa. A mandare all’aria l’intero ecosistema di Facebook, compreso il sistema utilizzato dai suoi stessi dipendenti, sono stati “dei cambi di configurazione nei router principali che coordinano il traffico tra i nostri data center”, come ha spiegato l’azienda stessa. Questi cambiamenti hanno provocato problemi, interrompendo le comunicazioni e creando “un effetto domino sul modo in cui i data center comunicano” e “ha portato all’interruzione del servizio”.

Un blocco totale, che qualche dipendente del social network ha dovuto bypassare per entrare fisicamente nella sala server dell’azienda. Da lì ha risolto “manualmente”, potremmo dire, il problema. Secondo fonti raccolte dal sito Tech Crunch, al centro dello stop c’erano i protocolli BGP (“border gateway protocol”), un sistema che funge da mappa ai dati degli utenti che raggiungono il sito. Un incidente tra i più gravi nella storia dell’azienda, che capita perlopiù nel mezzo di settimane già piuttosto intense per il gruppo.

Facebook non è internet. Ma lo sembra

Ogni tanto una crisi simile ci ricorda quanto internet sia stato accentrato e concentrato nelle mani di poche aziende. E quanto questo fenomeno renda l’intera infrastruttura del web più fragile. Basta insomma che una parte di AWS, l’enorme cloud di Amazon, smetta di funzionare per qualche ora, ed ecco che siti e servizi d’ogni tipo “cadono”.

Ovviamente non c’è nulla di male nei problemi tecnici: sono inevitabili, l’importante è risolverli prontamente. Ma se l’arcipelago sterminato della Rete si trasforma nell’affare di una manciata di giganti, il panorama cambia. E basta un malfunzionamento per spegnere vaste aree di internet.

Facebook è troppo grande?

E non parliamo solo di chat e post su Instagram. Facebook e Google hanno investito negli ultimi anni in piattaforme pensate per i team di lavoro, diventando essenziali per migliaia di aziende. In una giornata come quella di lunedì, un’azienda che usa Workplace, il servizio di Facebook, è rimasta a piedi, senza i strumenti digitali per funzionare.

Quando una singola società è così grande da coincidere con l’idea di internet di milioni di persone, qualcosa non torna. Del resto il gruppo Facebook ha in totale 3,2 miliardi di utenti, su un totale di 7,7 miliardi di persone in tutto il mondo. Giornate come quella di lunedì ci ricordano che, forse, continuare su questa strada è troppo pericoloso.

(Foto: Envato)