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Studentessa Bologna no green pass: dovrà seguire le lezioni da casa

Studentessa a Bologna no green pass: ci sono proteste anche di qualche studente sull'obbligatorietà della certificazione verde

Studentessa di Bologna no green pass: Silvia è andata a lezione senza il Green pass, un atto di disobbedienza contro “l’infame tessera verde”: con queste parole ha definito il green pass la studentessa di Filosofia dell’Alma Mater di Bologna sabato 9 ottobre, durante una manifestazione No Green pass.

Studentessa Bologna no green pass: il racconto di Silvia

Nonostante l’Ateneo garantisca la didattica mista, la studentessa Silvia ha deciso di recarsi in presenza in aula senza green pass. La lezione allora è stata sospesa e tutti sono dovuti ritornare a casa e così Silvia è stata insultata e minacciata da studenti e studentesse che hanno dovuto rinunciare alla lezione.

Silvia, alla manifestazione contro il green pass di sabato 9 ottobre, ha raccontato pubblicamente la vicenda: “Sono qui per raccontare un giorno di straordinaria follia all’università, dall’inizio delle lezioni non ho aderito all’infame tessera verde, uno strumento di controllo e discriminazione. Mi sono sempre presentata ma sono stata invitata ad uscire perché non ho il diritto di seguire le lezioni che la mia famiglia paga con una generosa ed esagerata somma di tasse annuali”.

Lezione sospesa: il racconto dell’insegnante

Silvia, la studentessa dell’università di Bologna senza Green pass che non ha voluto lasciare l’aula causando l’interruzione della lezione di psicologia cognitiva,  è diventato un simbolo della protesta contro la Certificazione Verde Covid-19.

Su Repubblica Bologna, ha risposto alla studentessa Luisa Lugli,  la docente che ha sospeso il corso. La professoressa racconta una storia un po’ diversa. “Il personale mi ha comunicato che era presente una studentessa sprovvista di certificazione. Io l’ho invitata a uscire, a lasciare l’aula. E lei ha ribadito la sua volontà di rimanere. Quindi ho interrotto la lezione. Prima di farlo ho sentito il direttore. Secondo il protocollo di ateneo, noi docenti siamo tenuti a richiamare il corretto comportamento degli studenti, per salvaguardare la sicurezza di tutti. Li invitiamo anche a rimettersi la mascherina se l’abbassano per bere poi la dimenticano giù, per intenderci”.

Negate anche possibili violenze alla ragazze: “Che io abbia visto non c’è stata nessuna aggressione, soltanto uno scambio di opinioni contrastanti. Anche perché, se fosse avvenuto in aula, chiaramente sarei dovuta intervenire”.

Inoltre, la professoressa aggiunge che non ha più visto la ragazza in aula: “Ho riavuto lezione il giorno dopo, e anche oggi, e la ragazza non si è più presentata. Penso fosse la prima volta che veniva al mio corso, quantomeno in presenza”.

Infine, la professoressa Lugli ribadisce che quello che quello di Silvia è stato l’unico episodio del genere: “A lezione da me sì. Alcuni studenti mi hanno riferito che era già capitato, sempre con la stessa ragazza, ma non ho modo di verificarlo“.