Salvini, Putin e la maglietta “rimossa” dal leader della Lega

Salvini, Putin e la maglietta rimossa ma che non è sfuggita ai ricordi degli utenti sui social così come i rapporti della Lega con la Russia.

Salvini, Putin e la maglietta “rimossa” dai social del leader della Lega. Nonostante ciò, la foto e il post girano lo stesso sul web e sarebbe interessante conoscere la posizione del leghista sull’invasione della Russia in Ucraina e sulle possibili sanzioni.

Salvini, Putin e la maglietta “rimossa”

Matteo Salvini ha fatto della sua vita politica sempre un paradosso, il tutto contrario di tutto. Si è spesso contraddetto e sui social molti utenti si divertono sempre a riproporre frasi o immagini che evidenziano la contraddittorietà di un politico cha va dove il vento favorevole lo porta.

Una strategia sicuramente che ad un certo punto è sembrata anche vincente.

La foto che è stata ripresa in queste ore è quella che lo ritrae in visita a Mosca, mentre indossa una maglietta con stampata la faccia di Putin, accompagnata dalla frase:Cedo due Mattarella in cambio di mezzo Putin!”. Oggi, il post con la foto è stato rimosso dal leader della Lega, consapevole della figuraccia che però il web non gli risparmia mai anzi è sempre pronto a ricordarcelo.

Sarebbe interessante conoscere, oggi, il suo pensiero sulle possibili sanzioni che verrebbero inflitte alla Russia, visto che lui in passato da europarlamentare non era d’accordo sulle sanzioni dell’Ue contro la Russia.

Salvini e la Russia: tutti i rapporti

Nel 2014 Salvini si era anche espresso sulle repubbliche separatiste del Donbass che oggi vengono invase dalla Russia. In un tweet scriveva: “In due Repubbliche di Est Ucraina vincono elezioni partiti filorussi. Ue e Usa contestano. Il voto è “libero” solo se piace a loro?!?”

Emblematico poi il “Russiagate” che vede protagonisti alcuni intermediari internazionali vicini alla Lega, in particolare Gianluca Savoini che avrebbe curato un finanziamento del governo russo alle attività del partito di Salvini.

Si è discusso molto dei tanti milioni di euro che furono mossi, addirittura la vicenda arrivò anche in Parlamento.

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