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Primo libro di Luigi Di Maio, tra carriera e vita privata: “Un amore chiamato politica”

Il libro di Luigi Di Maio è in uscita il 26 ottobre, edito Mondadori. Un contenuto diviso tra vita personale e politica con alcune curiosità

Libro di Luigi Di Maio: il titolo è “Un amore chiamato politica. La mia storia e tutto quello che ancora non sapete” e uscirà il 26 ottobre per Mondadori.

Primo libro di Luigi Di Maio

Il primo libro di Luigi Di Maio esce il 26 ottobre per Mondadori. Dopo il primo libro della fidanzata Virginia Saba, ecco quello del ministro degli esteri.

Qualche anticipazione ed indizio sono uscite ed arrivano dalla copertina del libro: “Quello che si legge nelle pagine di questo libro è un Luigi Di Maio inedito, capace di tenere insieme il saggio politico e il racconto autobiografico: i valori di riferimento, i dubbi maturati, le paure più recondite, le vittorie e le sconfitte più eclatanti, la voglia di rivincita di un ragazzo del sud, gli errori che non ripeterebbe”.

 

“Un amore chiamato politica”: tra carriera e vita privata

“Un amore chiamato politica”: 185 pagine divise tra vita privata e la politica. Tra il passato e il presente dell’attuale ministro degli estere Di Maio. Due gli argomenti principali: i retroscena della nascita del governo Lega-M5s e il cosiddetto “marchio del bibitaro”.

Infatti, nel libro c’è anche spazio per il risentimento. È quello che Di Maio prova nei confronti di chi lo chiamava “bibitaro”, facendo riferimento al suo precedente impiego di steward allo stadio San Paolo di Napoli.

Diversi invece i riferimenti politici nel libro: il rapporto ad esempio con Salvini che è descritto come particolarmente altalenante: tutto tra i due finisce con una lunga telefonata nell’agosto del 2019, ai tempi del Papeete.

Di Maio si pente non soltanto della vicinanza a Salvini però. Fa autocritica per il discorso sulla “abolizione della povertà” sul balcone di Palazzo Chigi, per la richiesta di impeachment a Mattarella. Lancia anche qualche frecciata a Matteo Renzi (colpevole secondo lui di aver orchestrato la crisi del Conte Bis e di aver fatto fallire una trattativa per un governo già nel 2018) e ad Alessandro Di Battista.

Anche qualche simpatico ed autoironico retroscena: la visita di Beppe Grillo a Palazzo Chigi e di un surreale botta e risposta con Donald Trump, il quale nonostante se lo trovasse davanti come ministro degli Esteri italiano non aveva idea di chi fosse.