Peste suina, nuovi casi in Italia: cosa sta succedendo?

Continua la diffusione in Italia della peste suina: cosa sta succedendo? Di cosa si tratta esattamente? Quali conseguenze può portare?

Peste suina in Italia: cosa sta succedendo? Un nuovo caso rivelato a Roma porta la Regione Lazio ad attivare una task force. Dopo i casi in Piemonte e in Liguria la malattia, letale per maiali e cinghiali, continua a diffondersi.

Nuovi casi di peste suina in Italia: cosa sta succedendo

La PSA, peste suina africana, continua a diffondersi nel territorio italiano. Un caso della malattia che colpisce maiali e cinghiali è stato rilevato anche a Roma. La conferma arriva da Angelo Ferrari, direttore dell’Istituto zooprofilattico di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta e commissario straordinario per l’emergenza legata alla peste suina.  Si tratta di un cinghiale trovato nella riserva naturale dell’Insugherata, a nord ovest della Capitale.

“La zona dovrebbe essere quella del parco dell’Insugherata.” -ha spiegato Ferrari-  “Stiamo effettuando i controlli necessari”. Fino ad ora i casi registrati di animali infetti erano tutti localizzati nel Nord Italia, precisamente tra il Piemonte e la Liguria.

La Regione Lazio ha annunciato con un comunicato che, per far fronte al problema, verranno presi provvedimenti: “Si è riunita, in raccordo con il Commissario straordinario nazionale alla Peste suina africana Angelo Ferrari, la task force della Regione Lazio.

La Regione metterà a disposizione da domani il numero verde della Protezione civile regionale (803555) per segnalare eventuali ritrovamenti di animali morti e attivare immediatamente i servizi veterinari“.

La nota prosegue, indicando le procedure di isolamento per le aree colpite e ricordando che il virus non presenta un rischio per gli esseri umani: “È stato deciso inoltre di individuare, sulla base delle carcasse rinvenute, al momento una sola, l’area da perimetrare e consentire gli interventi che il commissario nazionale adotterà.

È previsto per domani mattina un sopralluogo del Commissario nazionale per definire i dettagli degli interventi necessari. È importante ricordare che la peste suina non colpisce gli esseri umani ma si diffonde esclusivamente tra suini e cinghiali.

Peste suina africana: che cos’è?

La peste suina africana ha origine nell’Africa Sub-Sahariana, precisamente in Kenya. Si tratta di una malattia che ha gravi conseguenze socio-economiche nei Paesi in cui solitamente si diffonde. Al momento non esistono né vaccini né cure, il che rende ancora più difficile gestire il contagio.I ceppi più aggressivi del virus sono generalmente letali (il decesso avviene entro 10 giorni dall’insorgenza dei primi sintomi) e gli animali infettati da ceppi meno aggressivi del virus della peste suina africana possono non mostrare i tipici segni clinici. I segni tipici di questo morbo sono simili  a quelli della peste suina classica e i sintomi tipici includono febbre, perdita di appetito, debolezza, aborti spontanei, emorragie interne con emorragie evidenti su orecchie e fianchi.

Cosa succede adesso: le conseguenze sul settore dell’allevamento

Un aggravamento della situazione potrebbe portare a seri problemi nel settore dell’allevamento e della produzione di carne. Gli allevatori, infatti, non rischiano solo di perdere i maiali allevati a causa di un eventuale contagio, ma anche di subire danni economici per lo stop alle esportazioni. Basta infatti la presenza della peste suina africana nel territorio per bloccare la vendita di carne nei paesi che non fanno parte dell’Unione Europea.