Perché Irama non è fidanzato, i problemi di cuore del cantante

Perché Irama non è fidanzato? Il giovane cantautore parla delle sue difficoltà a creare una relazione stabile: "Ecco perché le ragazze mi odiano".

Perché Irama non è fidanzato? In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, il giovane rapper vincitore di Amici 17 ha spiegato i motivi dietro i suoi problemi di cuore: “Le mie fidanzate mi hanno sempre odiato, ecco il perché”.

Perché Irama non è fidanzato: “Mi faccio odiare dalle mie fidanzate”

In un intervista al Corriere della Sera, Filippo Maria Fanti, in arte Irama, ha svelato qualche dettaglio in più sulla sua vita sentimentale. La popolarità del rapper e cantautore toscano è letteralmente esplosa dopo la sua vittoria ad Amici 17. Lo dimostrano i suoi 39 dischi di platino e il record di oltre un miliardo e 600 milioni di visualizzazioni in streaming per la sua musica. L’artista 26enne ha però confessato che la sua situazione amorosa non è rosea quanto quella professionale.

Il tanto successo, infatti, si traduce anche in moltissimi impegni che spesso minano le sue relazioni: Anche se non sembra lavoro tantissimo. Non faccio una vacanza da quattro anni, al massimo mi concedo quattro giorni di pausa, infatti le mie ragazze mi hanno sempre odiato per questo: andavamo dall’altra parte del mondo e poi dopo 96 ore me ne dovevo già andare”. Non aiuta l’astio di Irama verso l’abitudine di documentare la propria vita privata sui social: “La mia popolarità è legata alla musica, non al mio personaggio. Non ho nulla contro chi decide di fare della propria vita un reality sui social. Ma io mi sono sempre sentito un coglione a filmare qualsiasi cosa vedessi anziché viverla“.

L’infanzia difficile e il rapporto con la famiglia

Nel corso dell’intervista Irama ha parlato sia della sua infanzia che del suo rapporto con la sua famiglia. I suoi primi anni di vita non sono stati affatto facili: “Sono cresciuto tanto per strada. All’epoca a Monza sembrava di stare nel film I guerrieri della notte, una battaglia tra bande. Ho avuto esperienze molto brutte che mi hanno formato. Ho anche rischiato di morire ma non voglio parlarne“. 

Un ragazzo tormentato, ma che ha sempre avuto il supporto della sua famiglia: “Ho avuto la fortuna di crescere in una famiglia di grande cultura. Mia nonna era un’insegnante di letteratura e se le portavo un libro lei non lo apriva nemmeno e mi raccontava subito il contenuto. Mio nonno mi parlava in latino e mi raccontava anche le cose sconce che accadevano all’epoca. I miei genitori sono avvocati, ma mia mamma ha lasciato il lavoro per crescere i figli, mentre mio padre lavorava in un’azienda. Il mio rammarico è non aver studiato di più…”.