Papa, infermiere che gli ha salvato la vita diventa suo assistente sanitario personale

Papa, infermiere salvato vita diventa il suo assistente personale in campo sanitario dopo un anno che è stato al suo fianco.

Papa, l’infermiere che gli ha salvato vita è diventata il suo assistente personale in campo sanitario. Dopo l’intervento dello scorso anno e i tanti problemi al ginocchio, il Papa non ha avuto dubi ed è arrivata la nomina ufficiale.

Papa, infermiere che gli ha salvato la vita diventa suo assistente

Papa Francesco, in un’intervista alla radio spagnola Cope, aveva dichiarato a proposito dell’intervento dello scorso 4 luglio 2021: “Mi ha salvato la vita un infermiere, un uomo con molta esperienza”.

“E’ la seconda volta nella mia vita che un infermiere mi salva la vita. La prima è stata nel 1957”, ha rivelato il pontefice alla radio spagnola. La prima volta fu una suora italiana che, opponendosi ai medici, cambiò la medicazione che dovevano somministrare al Papa, allora giovane seminarista in Argentina, per curarlo dalla polmonite.

Così il Papa ha nominato Massimiliano Strappetti suo “assistente sanitario personale”. Infermiere coordinatore della direzione di Sanità ed igiene del Vaticano.

È la prima volta che si registra una nomina del genere perché finora una nomina formale c’era solo nel caso del medico personale del Pontefice, oggi il professor Roberto Bernabei.

Chi è Massimiliano Strappetti

L’infermiere che è diventato assistente personale del Pontefice è Massimiliano Strappetti. Ha 52 anni ed ha seguito il Pontefice nell’ultimo anno dopo l’intervento e poi l’ha consigliato per il suo problema al ginocchio.

Gli ultimi post sui Facebook sono invece dedicati a scene di vita familiare e a un omaggio ai nonni e alle nonne, perché diventarlo «non significa essere vecchi, ma essere stati benedetti con il regalo più bello che possa esistere».

Tra i pochi particolari conosciuti risalta comunque l’impegno di Strappetti, già al servizio di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, nell’attività di volontariato a favore dei senza dimora, in cui collabora con il cardinale elemosiniere Konrad Krajewski. Altro dato ufficiale è che al servizio in Vaticano è arrivato dopo un iter professionale che l’ha visto impegnato al Gemelli, anche nel reparto di rianimazione.