Marta Novello, storia della ragazza aggredita mentre faceva jogging. Aggressore scarcerato per errore

Marta Novello è una studentessa che è stata aggredita lo scorso marzo. Tuttavia il suo aggressore ora si trova a piede libero.

Marta Novello è una studentessa che lo scorso marzo è stata aggredita per strada da un 15enne. Nonostante l’aggressore sia stato condannato e incarcerato, per un errore giudiziario si trova a piede libero con lo sconforto della famiglia di Marta.

Marta Novello, storia della ragazza aggredita mentre faceva jogging

Marta Novello è una studentessa universitaria e il 22 marzo ha subito una terribile aggressione. Il fatto è avvenuto nella strade di Mogliano Veneto mentre la ragazza stava facendo jojjing.

L’aggressore, un 15enne, ha mandato in fin di vita Marta con ben 23 coltellate solo perché «voleva rapinare una persona perché doveva prendere il fumo», la marijuana, abituato a fumarsi «anche nove canne al giorno». La studentessa ha dovuto subire tantissime operazioni chirurgiche per rimanere aggrappata alla vita.

Aggressore scarcerato per errore

Per l’aggressione il 15enne viene condannato (sia in primo grado che in appello) con una una pena di 5 anni nel carcere di Napoli.

In attesa della Cassazione, il 21 luglio scadono i termini di custodia cautelare nell’istituto penitenziario napoletano di Nisida. Il pubblico ministero della procura dei minori di Venezia chiede e ottiene dal tribunale il suo trasferimento in comunità. Tuttavia nel preparare la notifica del provvedimento viene sbaglia data e scrive 21/9 invece di 21/7 come termine. E così al ragazzo e al suo avvocato Marco Scussat viene notificata solo la scarcerazione. A quel punto il ragazzo è tecnicamente libero.

E a quanto pare parte per Londra con la madre che lavora come cuoca in Gran Bretagna.

La vicenda ha sconfortato e sconcertato la famiglia di Marta che attraverso il suo avvocato avvocato, Alberto Barbaro ha dichiarato: «A pesare è soprattutto la frustrazione per quella che viene vissuta – sottolinea – come l’ennesima ingiustizia. Lo Stato – si chiede – riuscirà a riportare in Italia l’aggressore affinché sconti quella pena definitiva che dovrebbe avere lo scopo di recuperarlo?».

 

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