Mara Carfagna si unisce a Calenda: “Salviamo il paese dagli estremismi”

Mara Carfagna si unisce ad Azione di Carlo Calenda: "Unico partico che può salvare il paese dagli estremismi. Non potevo restare in FI".

Mara Carfagna si unisce a Carlo Calenda“Insieme salviamo il paese dagli estremismi”. Dopo l’addio a Forza Italia, la Ministra per il Sud annuncia la sua candidatura con Azione alle elezioni anticipate del 25 settembre: “In sintonia con i miei valori”.

Mara Carfagna si candida con Carlo Calenda: “Stop agli estremismi”

Dopo 18 anni nelle fila di Forza Italia, la Ministra per il Sud Mara Carfagna ha lasciato il partito guidato da Silvio Berlusconi.

Intervistata dal Corriere della Sera, la politica ha annunciato che si candiderà con Azione di Carlo Calenda per le elezioni anticipate del 25 settembre“La scelta più difficile, anche umanamente per la riconoscenza che devo a Silvio Berlusconi, è stata quella di lasciare Fi.” –ha spiegato la Ministra- “Il passo successivo è stato più semplice. Oggi formalizzerò la mia candidatura con Azione di Carlo Calenda, che rappresenta a mio giudizio l’unica proposta politica capace di salvare il Paese da una nuova stagione di estremismi“.

Carfagna spiega che il partito di Calenda è più in linea con i suoi valori rispetto a quello del Cavaliere: Ha una proposta europeista, liberale, garantista, fedele al patto europeo e occidentale, capace di dire la verità agli elettori, di prendere impegni seri e poi di rispettarli fino in fondo, e quindi in sintonia con tutto ciò in cui credo da sempre“. 

Carfagna su Berlusconi: “Resta un rapporto di stima, non potevo restare dopo la crisi”

Nel corso dell’intervista, Mara Carfagna ha parlato anche del suo rapporto con Silvio Berlusconi e dei motivi che l’hanno spinta a lasciare Forza Italia: “Ho avuto una lunga conversazione con Berlusconi, che ha speso bellissime parole di apprezzamento per il mio lavoro. La stima reciproca rimane intatta. Ma non potevo restare in un partito che, davanti a una scelta di crisi, tra salvare il Paese ed esporlo a un’ennesima avventura, prende la seconda strada senza neanche chiedere: quali sono i rischi per le categorie, per le imprese? Che succede al Piano di Ripresa se revochiamo la fiducia?”.