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Le Regioni a rischio zona gialla, nuovi parametri dal 26 luglio

Le Regioni a rischio zona gialla ci sono con l'aumento dei contagi ma con i nuovi parametri del governo l'Italia è ancora tutta bianca.

Le Regioni a rischio zona gialla ci sono con l’aumento dei contagi ma con i nuovi parametri del governo l’Italia è ancora totalmente di colore bianco.

Se fossero rimasti i vecchi parametri diverse regioni si sarebbero svegliati nella mattina di lunedi 26 luglio in zona gialle. I vaccini stanno aiutando a ridurre i gravi casi e quindi di ricoveri. Di conseguenza per un’altra settimana lo spettro della zona gialla è lontano.

Zona gialla, arancione e rossa: i nuovi parametri

I parametri sono cambiati grazie ai vaccini. Le categorie che si contagioni sono i giovani(quelli scoperti ancora dal vaccino) e gli adulti ma con forme lievi e meno gravi.

I dati che vengono considerati nella valutazione del governo e del Cts sono l’ospedalizzazione e l’occupazione delle terapie intensive.

  • Si passa in zona gialla se i posti occupati in rianimazione superano il 10% e quelli in area medica il 15%
  • Si passa in zona arancione se i posti occupati in rianimazione sono al 20% e quelli in area medica al 30%
  • Si passa in zona rossa se i posti occupati in rianimazione sono al 30% e quelli in area medica al 40%.

Le regioni a rischio zona gialla

Secondo i nuovi parametri, le Regioni che rischiano di finire in zona gialla sono quelle che hanno un tasso di occupazione dei posti in ospedale molto alto. I dati sono ancora sotto controllo e lontani dal rischio di zona gialla. L’aumento dei contagi è però preoccupante. Per quanto riguarda le terapie intensive, la Toscana è la Regione che registra il tasso di occupazione più alto: il 3,4%. Poi la Sicilia con il 3,3% e il Lazio con il 3,0%. Rispetto all’occupazione dei posti letto in area medica a preoccupare è la Calabria con il 5,7%, seguita dalla Sicilia con il 5,2%, dalla Campania con il 4,8% e dalla Basilicata con il 4,7%. In ogni caso le soglie del 10% per le rianimazioni e del 15% per l’area medica sono ancora lontane, ma le percentuali aumentano e non diminuiscono.