Iran, abolita la polizia morale: prima svolta dopo tre mesi di proteste

Svolta storica in Iran, dopo mesi di proteste viene abolita la polizia morale. Lo annuncia il procuratore generale Montazeri: "Non c'entra nulla con la magistratura".

Iran, abolita ufficialmente la polizia morale dopo tre mesi di proteste. Questo l’annuncio del procuratore generale iraniano Montazeri“Non ha nulla a che fare con la magistratura, è stata abolita”. Parte la revisione delle leggi sugli obblighi in materia di abbigliamento.

Iran, la polizia morale sarà abolita: “Non c’entra nulla con la magistratura”

Potrebbe essere un momento storico per l’Iran. Dopo tre mesi di sanguinose proteste in tutto il paese, la Repubblica Islamica potrebbe aver iniziato a mostrare segni di cedimento. È infatti ufficiale l’abolizione della polizia morale, la forza che controllava l’abbigliamento degli abitanti arrestando le donne che non indossavano correttamente l’hijab. Ne ha fatto annuncio il procuratore generale iraniano Mohammad Jafar Montazeri, in un comunicato riportato dall’agenzia di stampa Isna: “Non ha niente a che fare con la magistratura, è stata abolita da chi l’ha creata”.

Montazeri ha annunciato anche una revisione delle leggi sull’abbigliamento. “Sia il Parlamento che la magistratura sono al lavoro sulla questione” spiega il procuratore. Montazeri si è incontrato mercoledì con la commissione culturale e ha spiegato che dovrebbero arrivare novità “entro una o due settimane”. Si tratta senz’altro di una svolta importante, che vede la fine di uno dei principali strumenti di repressione del regime degli ayatollah. Per molti, tuttavia, si tratta di una decisione tardiva che fa troppo poco troppo tardi.

La responsabilità del controllo passa alla magistratura: “Azione legale ultima risorsa”

La fine della polizia morale non implica la completa scomparsa degli obblighi in materia di abbigliamento. Montazeri ha infatti spiegato che d’ora in poi sarà la magistratura a vigilare sui comportamenti dei cittadini. La questione dell’abbigliamento femminile, secondo il procuratore, resta di primaria importanza. Indossare correttamente l’hijab sarà necessario soprattutto nella città santa di Qom, uno dei centri urbani più conservatori dell’Iran. “È una delle principali preoccupazioni della magistratura e della nostra società rivoluzionaria.” -spiega Montazeri- “Va notato che l’azione legale è l’ultima risorsa e le misure culturali precedono qualsiasi altra.