Iran, rapper a rischio di condanna a morte per il sostegno alle proteste

Iran, il rapper Toomaj Salehi rischia la condanna a morte. L'artista è uno dei principali sostenitori delle proteste antigovernative per la morte di Mahsa Amini.

Iran, il rapper Toomaj Salehi a rischio condanna a morte per il suo sostegno alle proteste. Arrestato lo scorso ottobre e costretto a filmare un video confessione, l’artista è accusato di “corruzione sulla Terra” e potrebbe subire la pena capitale.

Iran, il rapper Toomaj Salehi rischia la condanna a morte

Le autorità iraniane hanno formalizzato le motivazioni dietro l’arresto e le accuse a carico di Toumaj Salehi. Il rapper era finito in manette lo scorso 30 ottobre per il suo sostegno alle vaste manifestazioni antigovernative che hanno travolto l’Iran dopo la morte di Mahsa Amini. Salehi è accusato di “corruzione sulla Terra”, ovvero di aver violato le leggi della Sharia, crimine che comporta la condanna a morte.

Tra le accuse contro il rapper spiccano la sua presunta collaborazione con “Stati ostili contro la Repubblica Islamica”, l’aver fatto “propaganda contro il sistema”, la “formazione di gruppi illegali per minare la sicurezza”, la “diffusione di menzogne per minare l’opinione pubblica attraverso i social network” e l’aver incoraggiato altre persone a “mettere in atto azioni violente”. Questo il rapporto del capo del dipartimento di giustizia dello Stato di Isfahan, Jafari, riportato dall’agenzia di stampa iraniana ISNA.

L’arresto di Salehi e il video confessione: “Vogliono creare paura”

Toomaj Salehi è finito agli arresti lo scorso 30 ottobre nella provincia di Chaharmahal Bakhtiari e trasferito alla prigione Dastgerd a Isfahan. Secondo le autorità iraniane “cercava di uscire illegalmente dai confini occidentali”. Il rapper era da molto tempo nel mirino del regime a causa dei suoi testi antisistema in cui condannava aspramente la corruzione e le ingiustizie sociali dilaganti in Iran. Il suo ultimo brano citava direttamente la morte di Amini, uccisa mentre sotto custodia della polizia per abbigliamento improprio: “Il crimine di qualcuno è stato ballare con i capelli al vento. Il crimine di qualcuno è stato quello di essere coraggioso e di criticare… 44 anni di governo. È l’anno del fallimento”.

Poco dopo l’arresto, le autorità iraniane hanno diffuso foto e video in cui si vede Salehi bendato e con segni di violenza. Fa tremare il suo video confessione, girato sotto costrizione, in cui il rapper dichiara di essersi pentito: Mi scuso con il popolo iraniano , ho sbagliato“. Nonostante i tentativi di diffusione dei media affiliati al regime, il video è stato contrastato da un’ampia campagna social che richiamava il pubblico del web a non condividerlo. Lo scopo di queste immagini è creare paura e disperazione, non diffondetele” scriveva su Twitter il cantautore Hichkas, mentore di Saheli in esilio all’estero.