Giornalista russa tg: Marina Ovsyannikova interrogata per 14 ore e condannata

Giornalista russa tg: dopo l'irruzione di lei si erano perse le tracce per diverse ore, salvo ricomparire in tribunale con una condanna.

Giornalista russa tg: Marina Ovsyannikova ha rischiato davvero la sua vita. Dopo l’irruzione nel tg ha dovuto affrontare un lungo interrogatorio e su di lei si è aperta un’indagine.

Giornalista russa tg: Marina Ovsyannikova interrogata per 14 ore

“Voglio ringraziare tutti per il supporto, amici e colleghi”. A parlare è Marina Ovsyannikova, la giornalista russa che era intervenuta in diretta tv durante il telegiornale per protestare con un cartello polemico contro la guerra e Vladimir Putin.

Dopo l’irruzione nello studio del tg, la giornalista era stata portata via e di lei si erano perse le tracce per diverse ore. Infatti, ha dovuto affrontare un duro isolamento e un lungo interrogatorio prima di essere stata portata in tribunale. “Sono stati giorni molto duri. Ho passato due giorni senza dormire. Sono stata interrogata per oltre 14 ore. Le autorità non mi hanno permesso di entrare in contatto con persone vicine e parenti.

Non mi hanno concesso alcun aiuto legale. Ho preso da sola la decisione di fare questo gesto contro la guerra perché non mi piace che la Russia abbia iniziato questa invasione. È stato davvero terribile.”

Dopo l’arresto, ecco la condanna per la giornalista

Dopo l’arresto, l’isolamento e il lungo interrogatorio, è arrivata anche la condanna per la giornalista. Il tribunale le ha imposto il pagamento di una multa, ma il portavoce del parlamento russo ha dichiarato che le azioni della giornalista saranno giudicate nella misura massima prevista.

Marina Ovsyannikova è stata condannata a pagare una multa di 30mila rubli, pari a 250 euro, per il video preregistrato a casa in cui condannava l’invasione russa. Dovrebbe riuscire ad evitare i 15 anni di carcere previsti dalla nuova legge voluta da Putin. L’agenzia di stampa russa e filogovernativa Tass ha spiegato che la donna è stata detenuta e che il comitato investigativo russo ha aperto un’indagine sul suo caso.
Secondo quanto riportano i suoi legali sembra si rimanga nell’ambito del reato amministrativo e poiché la giornalista ha un figlio minore di 14 anni potrebbe non essere incarcerata.

Tuttavia, non c’è certezza ma grazie Marina per il tuo coraggio che sa di speranza.