Firma digitale per i referendum, firmato il decreto. Marco Cappato: “Passo importante”

Firma digitale per i referendum, il Governo Draghi ha firmato il decreto e Marco Cappato esulta. Come funzionerà?

È stato firmato il decreto attuativo relativo alla firma digitale per i referendum e al funzionamento della piattaforma di raccolta elettronica anche per i progetti di legge di iniziativa popolare. Esulta Marco Cappato, che era stato promotore del referendum per l’eutanasia legale.

Firma digitale per i referendum, firmato il decreto

Il decreto, si legge in una nota del ministero per l’Innovazione tecnologica e la Transizione digitale, ha recepito sia le osservazioni del Garante della Privacy che quelle del ministero della Giustizia.

Una volta registrato, sarà pubblicato in Gazzetta ufficiale dando il via alla messa in esercizio della piattaforma per la raccolta in modalità elettronica delle sottoscrizioni. La piattaforma garantirà la piena digitalizzazione del processo, nel rispetto di tutti i requisiti di sicurezza e adeguatezza tecnologica previsti dalla legge.

Raccolta firme digitale: funzionamento

Con l’integrazione nell’Anagrafe nazionale della popolazione residente (Anpr) delle liste elettorali gestite dai comuni, la piattaforma assicurerà, inoltre, la verifica automatica della qualifica di elettore dei sottoscrittori. Sviluppata da Sogei, in qualità di soggetto gestore, la piattaforma è ora in fase di aggiornamento, necessario per l’adeguamento alle ultime modifiche intervenute sul decreto attuativo e al relativo manuale operativo. La piattaforma, accessibile tramite un portale dedicato, sarà organizzata in un’area privata e in un’area pubblica.

Prevederà tre diverse tipologie di utenze: per i soggetti promotori, per i cittadini che intendono sottoscrivere una proposta referendaria o di legge popolare e infine per il personale della Corte di Cassazione. L’area privata, inoltre, permetterà ai promotori di gestire la proposta referendaria e di monitorare l’andamento della raccolta delle sottoscrizioni. In questa sezione, in particolare, i promotori potranno scegliere la tipologia di iniziativa da registrare (referendum o legge di iniziativa popolare), richiedere il caricamento della proposta, visionarne l’anteprima e, una volta confermata la correttezza dei dati inseriti, dare avvio immediato alla raccolta delle firme.

Come funzionerà?

L’area pubblica consentirà ai cittadini la consultazione delle proposte referendarie e dei relativi quesiti nonché delle proposte di legge popolare in corso o scadute, con l’indicazione di tutte le informazioni necessarie alla sottoscrizione, il numero di firme raccolte fino al momento della visualizzazione e il numero necessario per il raggiungimento del quorum. I cittadini aventi diritto che vorranno effettuare la sottoscrizione di una proposta referendaria o di legge di iniziativa popolare, potranno accedere all’area privata attraverso un sistema di identità digitale previsto dal codice dell’amministrazione digitale e utilizzare uno specifico tasto dedicato per esprimere il loro sostegno.

Infine – conclude la nota – sempre mediante l’area privata, il personale della Corte di Cassazione disporrà degli strumenti necessari per l’attivazione e il monitoraggio del processo di raccolta delle sottoscrizioni.