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Dramma migranti, bimbo di un anno morto di fame e freddo nel bosco tra Polonia e Bielorussia

Migranti, bimbo morto al confine tra Bielorussia e Polonia. Una tragedia che si sta consumando ai confini dell'Europa.

Migranti, bimbo morto: una tragedia e un dramma ai confini europei. Aveva appena 1 anno il bambino ed è morto sul confine tra Bielorussia e Polonia. I genitori del bambino, feriti in uno scontro con i militari polacchi, sono stati trasportati via dalla zona per ricevere cure mentre il piccolo è rimasto abbandonato nei boschi.

Migranti, bimbo morto: anche l’umanità è respinta ai confini

Nessuno li vuole, l’accoglienza(anche in Europa) è diventata un problema ma addirittura i migranti sono diventati “armi” da guerra. I confini sono diventate trincee. Tutto questo accade a “quattro passi” dai confini europei. D0v’è finita l’umanità? I diritti civili ed umani calpestati come la dignità e il valore della vita di innocenti che cercano solo di “sopravvivere” perché di vivere già non è più concesso.

Un bimbo di appena un anno è morto da solo, al freddo e al gelo. Fuggito dalla Siria insieme alla famiglia, è morto probabilmente nei boschi per le rigide condizioni climatiche al quale era sottoposto. Secondo il Polish Emergency Medical Team, il piccolo è deceduto a causa del freddo e per l’impossibilità di ricevere aiuti umanitari e assistenza da parte dei genitori, gravemente feriti. Il padre aveva una lesione al braccio, mentre la madre una da coltello alla gamba. Nel corso dell’intervento, fa sapere l’Ong, è stato soccorso anche un giovane in condizioni di disidratazione e denutrizione.

La situazione al confine tra Bielorussia e Polonia

La Caritas Polska ha allestito un centro al confine con la Bielorussia per aiutare i migranti. In sette parrocchie dell’arcidiocesi di Białystok sono sorte le ‘Tende della Speranza’. Raccolgono cibo, vestiario e coperte, cioè le cose più necessarie che possano sostenere i migranti.

Dall’altra parte invece la Bielorussia ha sgomberato l’accampamento di migranti sul confine di Minsk: le persone che da settimane sperano di poter entrare nel villaggio polacco di Kuznica come promesso dalle autorità bielorusse, sono state trasferite in una struttura ad alcune centinaia di metri di distanza. I migranti sono stati scortati all’inizio di novembre sul confine dalle guardie bielorusse. La crisi sarebbe infatti dovuta a tentativi della Bielorussia di mettere in difficoltà la Polonia attraverso grandi ondate migratorie. La polizia polacca ha iniziato ad arrestare le persone che giungono sul confine: almeno 100 sono state fermate dopo che avevano cercato di attraversare illegalmente il confine.

Ci sono a rischio tante vite umane innocenti ma anche la possibilità di una guerra tra i due paesi. L’Europa è chiamata ad intervenire per salvaguardare i diritti delle persone ed evitare altre tragedie. Il Covid non ha reso le persone migliori evidentemente perché le “chiusure” non sono mai finite.

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