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Danilo Toninelli chi è: titolo di studio, carriera politica, moglie e figli

Chi è Danilo Toninelli? Esponente di spicco del M5S, è stato il ministro dei Trasporti del governo Conte I: formazione, carriera politica, vita privata

Danilo Toninelli è un esponente di spicco del MoVimento 5 Stelle ed è stato il ministro dei Trasporti del governo Conte I. Durante il suo mandato al Ministero si è occupato principalmente della ricostruzione del Ponte Morandi di Genova, caduto pochi mesi dopo il suo insediamento. Da sempre molto legato alle origini del M5s, quelle più dure e pure, Toninelli è stato spesso oggetto nel corso del suo percorso politico di critiche per alcune sue dichiarazioni discutibili e gaffe. Finita l’esperienza da ministro, con la caduta del governo gialloverde a settembre 2019, Toninelli è tornato a sedere nei banchi del Senato ricoprendo anche il ruolo di capogruppo in questa ala del Parlamento per il MoVimento. 

Chi è Danilo Toninelli: titolo di studio e formazione

Classe 1974, Danilo Toninelli nasce a Soresina in provincia di Cremona il 2 agosto e trascorre la sua infanzia a Castelleone. Frequenta il liceo scientifico Pascal di Manerbio, in provincia di Brescia, e si diploma con 54/60 per poi iscriversi alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Brescia. In 5 anni si laurea con una votazione finale di 100/110  e da li parte la sua carriera professionale.

Cosa ha fatto prima della politica Danilo Toninelli

Lo stesso anno infatti – siamo nel 1999 – Toninelli diventa Ufficiale di Complemento dell’Arma dei Carabinieri e ricoprire questo ruolo fino al 2001, quando viene assunto come impiegato in una compagnia assicurativa, la Vittoria Assicurazioni, per la quale si occupa di liquidare sinistri e svolgere ispezioni tecniche. Qui rimane fino al 2013, anno in cui inizia il suo percorso politico.

Toninelli e l’impegno politico nel Movimento Cinque Stelle

L’impegno politico di Danilo Toninelli nasce e si consolida con la formazione e la crescita del MoVimento 5 Stelle. Nel 2010 Toninelli è tra i fondatori del gruppo grillino del cremasco e decide di candidarsi alle elezioni regionali in Lombardia come consigliere per la provincia di Cremona. Prende però solo 84 voti e non viene eletto, ma Toninelli non si dà per vinto e tenta allora di entrare nel consiglio comunale di Crema nel 2012. Anche in questo caso però il bottino è misero, solo 9 preferenze. Dopo le regionali e le amministrativi, Toninelli ci riprova con le politiche del 2013 e questa volta, complice anche una crescita rilevante da parte del MoVimento 5 Stelle, riesce a farsi eleggere come deputato della Repubblica italiana nella circoscrizione V di Lombardia 3 insieme con il capolista Alberto Zolezzi.

Il percorso di Danilo Toninelli in Parlamento 

Entrato in Parlamento Danilo Toninelli diviene vicepresidente della I Commissione, Affari Costituzionali della Presidenza del Consiglio e Interni della Camera dei Deputati e in seguito membro del Comitato permanente dei pareri e della giunta per il regolamento della Camera. È nel corso della prima legislatura che Toninelli è firmatario di una proposta di legge costituzionale in merito all’abolizione delle province, grande caposaldo del programma elettorale dei primi anni del MoVimento 5 Stelle.

Sono questi gli anni della lotta grillina, anticasta e antisistema, nella quale lo stesso Toninelli trova grande possibilità d’espressione. Nel 2014, in occasione delle dichiarazioni di voto sull’Italicum, la legge elettorale italiana del 2015 poi abrogata nel 2017 perchè dichiarata costituzionalmente illegittima in alcune sue parti dalla Corte costituzionale, il deputato Toninelli si scaglia contro il sistema partito definendolo la “dittatura di un capo”.

Il riferimento è a Matteo Renzi, ai tempi Presidente del Consiglio, e primo grande avversario del MoVimento. Lo stesso Toninelli, insieme ad altri esponenti grillini, è presente poi nella delegazione che presenta sempre a Renzi il cosiddetto Democratellum. È in questo clima che si muove l’intera prima legislatura di Toninelli e del MoVimento che ricandida l’esponente lombardo anche alle politiche del 2018, questa volta al Senato. Toninelli viene rieletto nella quota proporzionale.

Danilo Toninelli ministro delle Infrastrutture e Trasporti

Eletto al Senato della Repubblica, Danilo Toninelli viene nominato capogruppo del suo partito in questa camera del Parlamento e partecipa alle consultazioni per la nomina del nuovo governo. Il MoVimento 5 stelle ha vinto le elezioni e dunque ha la possibilità di opzionare con chi allearsi. Alla fine di un lungo giro di incontri con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, non con poche problematiche, la scelta ricade sulla Lega di Matteo Salvini e nasce così il governo giallo-verde, anche detto Conte I. In questo esecutivo Toninelli è chiamato a ricoprire il ruolo di ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti venendo preferito a Mauro Coltorti.

Porti chiusi alle navi delle Ong e crollo del Ponte Morandi

Tra le prime attività svolte dal ministro Toninelli c’è la chiusura dei porti alle navi delle ONG messa in atto insieme al ministero dell’Interno a guida di Matteo Salvini. Ad agosto 2018 crolla il Ponte Morandi a Genova e il Ministero dei Trasporti finisce sotto l’occhio mediatico, ma il governo reagisce e avvia un piano di ricostruzione che in un anno permette la completa riapertura della circolazione sull’infrastruttura. Verso la fine del Conte I, ai danni di Toninelli vengono presentate in Parlamento due mozioni di sfiducia, entrambe bocciate. Nel passaggio al Conte II non viene confermato nel ruolo di ministro e torna dunque in Senato. 

La vita privata di Danilo Toninelli: moglie e figli

Non si conoscono molti dettagli della vita privata di Danilo Toninelli. Quel che è certo è che è sposato dal 10 settembre del 2005 con Maruska Lavezzi e dal loro amore sono nati due figli, Soleste e Leonida.