Chi era Giorgio Giacomelli, marito di Elisabetta Belloni

Chi era Giorgio Giacomelli, marito della diplomatica Belloni che è uscita nel toto nomi come nuovo Presidente della Repubblica

Chi era Giorgio Giacomelli, marito della diplomatica Elisabetta Belloni che in questi giorni è uscita nella lista dei possibili candidati come Presidente della Repubblica.

Chi era Giorgio Giacomelli

Giorgio Giacomelli è morto l’8 febbraio del 2017. Nato a Milano dal 25 gennaio del 1930, le sue origini sono da assegnare alla città di Padova.  Giacomelli si è laureato in Giurisprudenza all’Università di Padova e successivamente ha studiato all’Università di Cambridge e all’Istituto di Studi Internazionali Superiori di Ginevra.

Ha iniziato poi la carriera da diplomatico italiano nel 1956 e ha ricoperto incarichi nelle ambasciate di Francia, Congo, Spagna e India e successivamente è stato ambasciatore a Mogadiscio (1973-1976) e Damasco (1976-1980). Ha rappresentato l’Italia come ambasciatore in Somalia e Siria ed è stato Commissario generale dell’Unwra, l’Agenzia per i rifugiati palestinesi dal 1985 al 1991.

In campo politico ha contribuito al disegno della prima Legge italiana sulla Cooperazione Internazionale del 1971, assumendo nel 1981 il ruolo Direttore Generale per l’Emigrazione e gli Affari Sociali presso il Ministero degli Affari Esteri, e poi, fino all’ottobre 1985, quello di Direttore Generale di il Dipartimento per la Cooperazione e lo Sviluppo.

È stato nominato Direttore generale della sede delle Nazioni Unite a Vienna, è stato vice segretario generale dell’ONU e primo direttore dell’UNCDP tra il 1991 e il 1997 e, tra gli altri riconoscimenti, ha ricevuto la Legion d’Onore francese e l’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Marito di Elisabetta Belloni

La carriera diplomatica dei Giacomelli l’ha portato ad avvicinarlo alla moglie, Elisabetta Belloniprima donna segretario generale della Farnesina. Laureata in scienze politiche alla Luiss, Belloni ha iniziato la carriera diplomatica nel 1985, ricomprendo incarichi nelle ambasciate italiane e nelle rappresentanze permanenti a Vienna e a Bratislava, oltre che presso le direzioni generali del Ministero degli Affari Esteri.