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Chi è Ikram Nazih, studentessa italo-marocchina in carcere per un post su FB

Chi è Ikram Nazih, la studentessa italo-marocchina condannata a 3 anni e mezzo di carcere per avere condiviso un post su Facebook.

Ikram Nazih, studentessa italo-marocchina, si trova dal 28 giugno 2021 in carcere a Rabat, in Marocco, con l’accusa di oltraggio all’Islam per avere condiviso un post ironico su Facebook. La vicenda è stata portata in Parlamento dal deputato della Lega Massimiliano Capitanio.

Chi è Ikram Nazih

Ikram Nazih, 23 anni, è nata in Italia a Vimercate, in provincia di Monza e Brianza, da famiglia marocchina. Da qualche tempo vive a Marsiglia, in Francia, per frequentare gli studi di Giurisprudenza.

Nel 2019 la studentessa italo-marocchina condivide sul suo profilo Facebook un post nel quale ironizza su un versetto del Corano, definendolo: “versetto del whiskey”. Questa vignetta, al tempo molto diffusa sui social, viene pubblicata e rapidamente cancellata dalla ragazza, anche in seguito ai numerosi commenti offensivi che riceve da parte di alcuni utenti.

Un’associazione religiosa marocchina che intercetta il post decide di denunciarlo alle autorità di Rabat, in Marocco.

Ikram Nazi, studentessa in carcere per un post su FB

Dopo due anni, a giugno 2021, la studentessa si reca in Marocco per trascorrere le vacanze, ma viene subito fermata all’aeroporto di Rabat con l’accusa di avere offeso pubblicamente la religione musulmana, proprio in seguito a quella vignetta condivisa su Facebook.

Il 28 giugno viene condannata a scontare 3 anni e mezzo di carcere e a pagare circa 4.800 euro.

Ikram Nazih, la vicenda della studentessa in Parlamento: “Confidiamo nella giustizia”

La vicenda della 23enne è stata portata in Parlamento dal deputato leghista Massimiliano Capitanio: “Speriamo che la sentenza di primo grado possa essere ribaltata in appello, dopo aver accolto i chiarimenti arrivati dalla difesa. La diplomazia sta facendo di tutto e confidiamo assolutamente nella giustizia e nelle autorità locali per l’esito positivo di una vicenda molto complessa“.

E Armando Bucco, ambasciatore italiano in Marocco, spiega: “Stiamo seguendo il caso che è particolarmente delicato“.