Chi è Carlo Rovelli, fisico italiano minacciato di morte: “C’è clima di guerra”

Chi è Carlo Rovelli, fisico e saggista veronese minacciato di morte per le sue opinioni sul conflitto in Ucraina. Il noto accademico aveva condiviso una serie di post su Facebook in cui si oppone all’invio di armi in Ucraina: “C’è clima di guerra. Non è facile esprimere un’opinione diversa da quella prevalente”.

Chi è Carlo Rovelli, vita e carriera

Nato a Verona il 3 maggio 1956, Carlo Rovelli è un fisico e accademico italiano di fama internazionale.

Laureato in fisica a Bologna e con un dottorato di ricerca conseguito a Padova, Rovelli ha lavorato in laboratori e atenei in Italia, Francia e Stati Uniti. Nel corso della sua carriera, ha dato un importante contributo nella ricerca sul problema della gravità quantistica. Insieme ai colleghi Lee Smolin Abhay Ashketar ha fondato la teoria della gravità quantistica a loop. Si è inoltre occupato anche di meccanica quantistica e di storia e filosofia della scienza. Nel corso degli anni ha scritto oltre 200 articoli scientifici pubblicati sulle maggiori riviste internazionali.

È inoltre autore di sette libri di divulgazione scientifica, tra i quali spiccano Sette brevi lezioni di fisica e soprattutto L’ordine del tempo. Grazie a quest’ultimo saggio Rovelli si è guadagnato un posto nella lista dei 100 migliori pensatori del mondo della rivista Foreign Policy .

I post controversi e le minacce di morte

Negli ultimi giorni Carlo Rovelli ha ricevuto delle inquietanti minacce di morte via mail. L’allarmante messaggio è arrivato in risposta alle prese di posizioni pacifiste del fisico sulla sua pagina Facebook.

Rovelli ha infatti pubblicato sul suo profilo una serie di post in cui critica l’invio di armi in Ucraina e in generale il comportamento dell’Occidente in risposta all’invasione russa“Un immagine di Kiev devastata dai Russi. Ah no, scusate, mi sono sbagliato. Questo è lo Yemen” -afferma il fisico- “Le bombe che cadono qui sono mandate all’Arabia Saudita dal mio paese. Trecentomila persone uccise in quella guerra, carestia, milioni che soffrono orrendamente.

Ma non sono bianchi come noi, quindi perché dovremmo commuoverci per loro?”

I post di Rovelli hanno generato un acceso dibattito, tra chi dava ragione allo scienziato e chi invece si opponeva con forza alla sua posizione.

Pochi giorni dopo, il fisico ha pubblicato uno screenshot di un messaggio di posta elettronica appena ricevuto che recitava: “Le auguro di morire presto, senza se e senza ma”.

Il fisico: “C’è clima di guerra, difficile andare contro l’opinione prevalente”

“C’è un clima di reazione di belligeranza” – ha dichiarato il fisico ad AdnkronosÈ proprio il clima tipico di una situazione di guerra, anche se noi non siamo in guerra. Un clima in cui il nemico è il demonio, un clima da ‘armiamoci e partite’, cioè da ‘facciamo tutti la guerra”. Intervistato dal Corriere della Sera sulla vicenda, Carlo Rovelli ha affermato: “Non è nulla di grave, però c’è anche il fatto che oggi sul conflitto in Ucraina è in corso una discussione molto agitata.

Si può dire tutto ciò che si pensa, per fortuna, ma c’è un’opinione dominante e vedo crescere la rabbia verso chi dissente. Non è facile esprimere una visione diversa da quella prevalente di chi è a favore di inviare armi agli ucraini”.

Il fisico ha poi spiegato in modo più approfondito la sua posizione sul conflitto ucraino: “Ritengo che sia un errore di cui ci pentiremo, sia a breve sia a lungo termine. A breve termine non facciamo che aumentare le sofferenze: ogni arma in più significa più devastazione e più morti ucraini, e russi. A lungo termine ci allontaniamo da quello che per esempio continua a chiedere il segretario generale delle Nazioni Uniti: accettare la realtà di un mondo multipolare. Pretendiamo di essere l’unico modello valido di società, che va imposto a tutto il mondo con le armi. Non accettiamo di riconoscere l’esistenza e i problemi degli altri, facciamo di tutto per metterli in un angolo, provocarli, destabilizzarli. Questo renderà il XXI secolo tragico e sanguinoso come il XX”.