Capotreno aggredita e molestata da 4 uomini: interviene il macchinista e viene riempito di botte

Capotreno aggredita insieme ad un macchinista su un treno regionale diretto a Bologna. Gli aggressori erano in 4 e sono riusciti a scappare.

Capotreno aggredita da quattro uomini: non solo perché la vicenda ha coinvolto anche un macchinista che era intervenuto per difendere al collega ma è stato poi preso a calci e pugni dagli stessi uomini che poi si sono dati alla fuga quando il treno si è fermato.

Capotreno aggredita e molestata da 4 uomini

Il 9 agosto, una giovane capotreno è stata aggredita e molestata da un gruppo di quattro uomini su un treno regionale 17901 che da Poggio Rusco era diretto a Bologna,.

A denunciare il fatto è stato il sindacato Fit-Cisl Emilia-Romagna, che ha parlato di “emergenza” per quanto riguarda le aggressioni al personale delle ferrovie.

Secondo le prime ricostruzioni,  la capotreno era intervenuta perché si era accorta di alcune situazioni anomale all’interno delle carrozze: l’aria condizionata veniva accesa e spenta continuamente e i finestrini bloccati venivano aperti. Così la capotreno è intervenuta per capire cose stesse realmente accadendo in quella carrozza, quando i 4 uomini di origine magrebina hanno iniziato ad importunarla e palpeggiarla.

Interviene il macchinista e viene riempito di botte

Non è finita così perché la capotreno ha iniziato ad urlare richiamando l’attenzione del macchinista che è immediatamente intervenuto. A quel punto i 4 uomini si sono concentrati sul macchinista riempendolo di botte. “È stato massacrato di calci e pugni, con uno dei quattro aggressori che si è introdotto persino nella stessa cabina per cercare di rubargli il cellulare, ha denunciato il sindacato Fit. Poi, i quattro uomini sono fuggiti e hanno fatto perdere le loro tracce.

“La situazione non è solo critica, anzi ribadisco per l’ennesima volta che si tratta di una vera e propria emergenza. Capitreno e personale sono terrorizzati e allo stremo, ha dichiarato a Repubblica Aldo Cosenza, segretario regionale Fit-Cisl. “La vera soluzione per il problema aggressioni riguarda le infrastrutture e non ci stancheremo mai di chiedere a tutte le parti in causa (Rfi, Regione e aziende) che l’accesso ai binari delle stazioni, e quindi ai treni, avvenga solo con il biglietto.

Otto aggressioni su 10 non ci sarebbero più. Bisogna installare i tornelli, ma non solo, anche porte che si aprono solo con l’inserimento del codice del biglietto. Nelle piccole stazioni, ad esempio, si può cominciare a chiudere l’accesso ai binari con reti metalliche e predisporre una sola porta per l’ingresso”, ha concluso il sindacalista Cisl.

 

 

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