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A Palermo 28 furbetti del cartellino. Tra gli indagati anche il padre di Angela da Mondello

Isidoro Chianello, padre di Angela da Mondello ("non ce n'è coviddi"), è tra i 28 furbetti del cartellino indagati a Palermo

Isidoro Chianello, il padre di Angela da Mondello, diventata famosa per la sua dichiarazione di “non ce n’è coviddi”, è tra i 28 furbetti del cartellino indagati per truffa a danno del Comune di Palermo. Le telecamere della Guardia di Finanza lo hanno incastrato mentre chiacchierava e andava a fare shopping dopo aver strisciato il badge. Per lui è scattato l’obbligo di dimora.

Angela da Mondello, padre “furbetto del cartellino”, pizzicato dalle telecamere

C’è chi andava a fare jogging, chi la spesa, chi addirittura era ricoverato all’ospedale, pur risultando al lavoro. Il 9 luglio sono scattate 28 misure cautelari per i dipendenti del Comune di Palermo che strisciavano il cartellino a lavoro, per poi allontanarsi e dedicarsi ad attività di natura privata.

Le indagini dell’operazione ‘Timbro libera tutti’ sono state condotte dalla Guardia di Finanza, attraverso videoriprese, appostamenti, pedinamenti ed esame di documenti. Queste hanno rivelato che sono state numerose le illegittime timbrature. In quasi quattro mesi si sono registrate circa 2.500 ore di servizio in realtà mai prestato per oltre mille casi di false rendicontazioni.

I trucchi dei furbetti del cartellino

Alcuni furbetti ricorrevano alle timbrature multiple: un singolo dipendente al lavoro timbrava per gli altri colleghi che non erano presenti. Altri cercavano di eludere la rilevazione automatica delle firme facendo ricorso alla rilevazione manuale; uno strumento straordinario che permette ai lavoratori di attestare la propria presenza tramite comunicazione scritta, nel caso in cui si fosse dimenticato il badge.

Per 8 sono scattati gli arresti domiciliari, per 14 l’obbligo di dimora e di presentazione alla polizia giudiziaria, per 6 solo quest’ultimo. I dipendenti infedeli sono indagati a vario titolo per truffa a danno di un ente pubblico e falsa attestazione.

Obbligo di dimora per Isidoro Chianello, padre di Angela da Mondello

Tra di loro non c’è solo un impiegato indagato in inchieste di mafia, che risultava contemporaneamente al lavoro e ricoverato in ospedale, ma anche Isidoro Chianello. È il padre di Angela da Mondello, diventata famosa grazie al tormentone “non ce n’è coviddi”. Lui di mestiere fa il giardiniere, dipendente della partecipata Re.Se.T che si occupa della manutenzione di ville e giardini, e gli è stato disposto l’obbligo di dimora. Isidoro Chianello infatti per ben sei volte si è allontanato dal luogo di lavoro per faccende personali. “Avendo poi l’ardire di tornare – annota il gip Rosario Di Gioia – in bermuda e ciabatte per timbrare l’orario di uscita“.

La risposta del Comune di Palermo, contro i furbetti del cartellino

Intanto il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ha dichiarato che il Comune si costituirà parte civile nel processo che scaturirà dalle indagini e dai provvedimenti. “Esprimo un forte apprezzamento al comando provinciale della Guardia di Finanza per l’operazione ‘Timbro libera tutti’ – ha detto il sindaco Orlando – che mette in luce uno spaccato di una realtà che grava sul corretto funzionamento dei servizi alla città. Per questo l’amministrazione comunale si costituirà parte civile“.