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Reinventing Cities Milano, Redo e le coop vincono la gara dell’ex Macello

Reinventing Cities Milano, fine dei giochi all'Ex Macello: Redo e le coop i vincitori. Ecco i nodi del progetto

Rush finale per Reinventing Cities Milano. Sarà la cordata formata da Redo con le coop Consorzio Cooperative Lavoratori (CCL) e Delta Ecopolis a vincere l’ultima gara del bando internazionale per la rigenerazione urbana delle aree dismesse promosso dal Comune di Milano e la rete delle grandi città nel mondo “C40”. Lo può riferire True-News da varie fonti nel settore immobiliare milanese. La voce girà in città dal lunedì 19 luglio. L’assegnazione è prevista per venerdì 23.

Reinventing Cities: Redo, CCL e Delta Ecopolis vincono gara sull’ex Macello di Milano

Redo, società leader dell’housing sociale in Italia e Lombardia, emanazione di Fondazione Cariplo e Intesa Sanpaolo e guidata da Carlo Cerami e Fabio Carlozzo insieme alle cooperative abitative guidate rispettivamente da Alessandro Maggioni e Vincenzo Barbieri, hanno battuto all’ultima curva la cordata formata da Antirion sgr e Incus Capital di Ofer Arbib e Corrado Giovanelli.

Reinventing Cities Milano: ecco quanto vale l’ex Macello

Il motivo? Da quanto ricostruisce True-News un’offerta economica decisamente più elevata per acquistare non l’area dell’ex Macello di Milano ma il diritto di superficie per 90 anni: si partiva da una base di 73,2 milioni di euro con fideiussione del 10% a garanzia (7,3 milioni) per partecipare alla sfida per la riqualificazione dello storico mercato delle carni di via Lombroso. Il terreno è di 148mila metri quadrati. Da quanto risulta a True-News la cordata perdente ha offerto una cifra prossima alla base d’asta, mentre i vincitori hanno optato per un maxi rialzo con una cifra compresa addirittura fra gli 80 e i 90 milioni di euro ma risultando vincitore sia sull’offerta economica che su quella tecnico-ambientale-sociale che rappresenta una parte cospicua del punteggio valutato dalla giuria.

Reinventing Cities Milano, fine dei giochi. Il bilancio

Si conclude così il percorso durato oltre due mesi di presentazioni pubbliche di Reinventing Cities promosso da Palazzo Marino e che ha portato all’aggiudicazione dei progetti per riqualificare i quartieri di Crescenzago, Piazzale Loreto, il nodo Bovisa e lo scalo Lambrate.

Redo, colpo grosso sulla rigenerazione urbana

Colpo grosso per Redo. Che ha aperto le danze a inizio maggio aggiudicandosi il lotto di Crescenzago e chiude la gara con un’altra vittoria, con una cordata formatasi a percorso già avviato. Le cooperative vicine alle Acli, infatti, dopo essere uscite sconfitte da altri due bandi di Reinventing Cities si erano presentato inizialmente sull’ex Macello assieme alla storica famiglia di immobiliaristi meneghini Cabassi, poi ritiratisi giudicando l’operazione rischiosa e non conveniente.

Ex Macello a Milano, i nodi del progetto

I nodi della riqualificazione, che hanno portato l’ex Macello ad essere la gara più sofferta oltre che una delle più cospicue a livello finanziario, rimangono tutti intatti: dai due diversi vincoli che ne limitano le possibilità di sviluppo – Soprintendenza per i Beni Culturali e quello per Linate – mentre il regolamento di Reinventing Cities, che premia anche e soprattutto la sostenibilità ambientale, “green” e sociale, prevede che il 30% delle aree vada ceduto a titolo gratuito per essere destinate a servizi (almeno il 20% a parco permeabile). Per far quadrare i conti è stata caricata di densità potenziale e virtuale l’area, almeno stando alle indicazioni del bando: 0,8 mq/mq è l’indice edificatorio definitivo. Raggiunto spostando virtualmente i diritti edificatori di 70mila metri quadrati sull’area, con quella che in gergo tecnico si chiama “perequazione”. Da dove? Da Cascina Merlata – letteralmente dalla parte opposta della città – cioè il quartiere realizzato da EuroMilano, la società di sviluppo immobiliare controllata da Intesa Sanpaolo che aveva provato a partecipare alla gara ma si è ritrovata senza investitori al momento del deposito delle buste contenenti le offerte economiche.