Home Facts FAR26, l’architettura esce dai palazzi e invade Roma: design, quartieri e nuove visioni urbane

FAR26, l’architettura esce dai palazzi e invade Roma: design, quartieri e nuove visioni urbane

FAR26, l’architettura esce dai palazzi e invade Roma: design, quartieri e nuove visioni urbane

L’architettura apre al design e, soprattutto, alla città. È questa una delle novità più significative di FAR26, il Festival dell’Architettura di Roma che dal 18 settembre al 4 ottobre torna con la sua ottava edizione e sceglie di allargare ancora una volta i propri confini.

Il percorso partirà dal Rione Esquilino, toccherà Centocelle e Casal Bruciato, attraverserà una serie di “eventi off” e si concluderà alla Casa dell’Architettura con quattro giornate di conferenze, spettacoli, dj set e performance. QUI IL PROGRAMMA COMPLETO

All’Esquilino nasce il primo Design District del Festival

La prima tappa sarà l’Esquilino, dove FAR26 sperimenta il suo primo Design District: un progetto che mette in relazione architettura, design, attività commerciali e istituzioni culturali del quartiere. L’apertura è realizzata in partnership con Accademia Costume & Moda, mentre le vetrine di piazza Vittorio Emanuele II e delle strade vicine diventeranno spazi espositivi dedicati alla scuola romana del design, con la curatela di Alessandro Gorla. Designer e attività commerciali dialogheranno direttamente con lo spazio urbano attraverso vere e proprie “vetrine parlanti”, accompagnate da QR code con storie e concept dei progetti esposti.

L’obiettivo dichiarato è quello di andare oltre una semplice rassegna di appuntamenti sull’architettura e utilizzare il progetto come strumento per entrare nella città, leggerla e contribuire a trasformarla.

Centocelle e Casal Bruciato: installazioni e comunità

Promosso dall’Ordine degli Architetti PPC di Roma e Provincia, il Festival avrà il proprio centro nevralgico alla Casa dell’Architettura, all’Acquario Romano, ma si svilupperà anche nei Municipi IV e V con installazioni, workshop, visite, performance e laboratori. A Centocelle e Casal Bruciato l’architettura diventa un dispositivo di relazione con le comunità. Piazza dei Mirti ospiterà MAMMAROMA, installazione progettata da erratacorrige, mentre piazza Balsamo Crivelli accoglierà NODO APERTO, firmato da Nicola Auciello con Paola Costanza Papakristo, Sara Varcasia e gli studenti della AANT.

I due progetti, nati dalla Call for Projects FAR25/26, non sono pensati come semplici oggetti nello spazio pubblico, ma come luoghi di incontro, partecipazione e nuovi usi della città. A questi si affiancheranno mappe di quartiere, visite guidate, laboratori per bambini e ragazzi, workshop di fotografia, video e narrazione sonora, street art, autocostruzione e attività sul microclima urbano.

Gualtieri: “Occasione per riflettere sulle trasformazioni di Roma”

“L’architettura deve portare sviluppo culturale e rigenerazione sociale, deve offrire possibilità di progresso ai cittadini, l’edificato deve migliorare gli spazi ed essere pensato per la città delle persone”, sottolinea Christian Rocchi, presidente dell’Ordine degli Architetti PPC di Roma e Provincia. Per il sindaco Roberto Gualtieri, il Festival rappresenta “un’occasione importante per riflettere sulle trasformazioni che Roma sta vivendo e sulla città che vogliamo lasciare alle prossime generazioni”, una città “più bella, più verde, vivibile, inclusiva e sostenibile”.

Anche l’assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia mette l’accento sulla capacità di FAR26 di portare il dibattito “fuori dai luoghi tradizionali, dentro i quartieri e negli spazi pubblici”, coinvolgendo professionisti, istituzioni e cittadini.

Alla Casa dell’Architettura tra riuso, notte, IA e nuove generazioni

Il cuore più tradizionale del Festival resterà alla Casa dell’Architettura. Il 30 settembre debutterà ProgettoDOPOLAVORO, format pensato per creare occasioni di incontro più informali e conviviali, tra immagini, video, musica e performance.

Dal 2 al 4 ottobre il programma si concentrerà invece sui grandi temi del progetto contemporaneo: materia, città inclusiva, vita notturna, riuso, rapporto tra genere e spazio urbano, intelligenza artificiale, giovani generazioni e politiche per Roma.

Tra gli ospiti sono annunciati, tra gli altri, Mario Cucinella, Odile Decq, Rita Topa dello studio Kengo Kuma, Elena Granata, studio Orizzontale, IT’S Architettura, David Gianotten di OMA, Martin Knuijt di OKRA landscape e Luca Galofaro. Ogni giornata ospiterà anche una sezione dedicata al design con il format Design Spot, curato da Alessandro Gorla.

Il gran finale il 4 ottobre

Il Festival si chiuderà il 4 ottobre con il confronto “Politiche e visioni per Roma“, alla presenza dei presidenti dei Municipi della Capitale, per fare il punto sui principali progetti sviluppati nei territori. Nella stessa giornata è prevista anche la premiazione dell’Architecture Film Festival, il concorso di cortometraggi dedicato ai quartieri romani, seguita dalla proiezione dei lavori vincitori e dal party di chiusura alla Casa dell’Architettura.

Il filo conduttore dell’intera edizione resta uno: non limitarsi a raccontare la città, ma entrarci dentro. Usare l’architettura per costruire relazioni, attivare comunità e immaginare nuovi modi di abitare Roma. Tutte le attività sono gratuite fino a esaurimento posti. Il programma completo è disponibile sul sito ufficiale del Festival.