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Il problema di Milano per la politica nazionale

Il problema di Milano per la politica nazionale

E’ uscita la nuova puntata di “Frontale”, newsletter di Fabio Massa con riflessioni (su Milano e non solo), inside e racconti di quello che accade in città. Ci si può iscrivere qui: https://frontale.substack.com

Ma che problema abbia il centrosinistra nazionale con Milano io non lo capisco. O meglio, lo capisco e lo dirò alla fine di questo commento. Attenzione: io sono tra quelli che pensa che il governo nazionale dovrebbe badare di più e meglio alle istanze del Nord. Il centrodestra, e me lo hanno confermato più esponenti, pensa che si debba aiutare chi sta peggio, e dunque la priorità è dare aiuto ai territori che ne hanno più bisogno. Il che, almeno sulla carta, è anche giusto. Ma se non si cura pure la locomotiva, il treno rallenta, e pure questo è un fatto.

Ma ripeto la frase iniziale: non so che problema abbia il centrosinistra nazionale con Milano. Il consigliere Bussolati ha detto chiaro e tondo che si sarebbe aspettato che Elly Schlein, durante la direzione nazionale che si teneva proprio in concomitanza con l’apertura delle Olimpiadi, spendesse almeno una parola sui Giochi: zero. Non è arrivata per l’inaugurazione. I post che ha fatto sono stati un po’ sullo sport, con i complimenti ai vincitori. E uno scivolone sul curling, ma fatto dalla sua struttura comunicativa.

Ma il resto? Il fatto che queste due città, Milano e Cortina, e queste due regioni, Lombardia e Veneto, stanno tenendo alta la bandiera italiana? Zero. Addirittura Beppe Sala è sbottato. Eppure la segretaria esprime il segretario di Milano, Alessandro Capelli. Eppure qui il centrosinistra è dato in vantaggio. Eppure le Olimpiadi sarebbero celebrate come un grande risultato ovunque. Ma allora, perché la segretaria Schlein non si intesta almeno un po’ del risultato, che è passato anche dai suoi consiglieri a Palazzo Marino, dai suoi giovani della politica eccetera?

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La verità è che a una parte della sinistra la Milano dei giochi, del business e del turismo non piace

La motivazione, per me, è semplice: perché in fondo in fondo a lei la Milano dei giochi, del business, del turismo, eccetera, non piace. Piace la Milano dei diritti e della Resistenza, certamente. Ma tutto questo no, perché è terreno scivoloso: c’è sempre tutta una parte di sinistra sinistra, grillismo vario eccetera che la Milano fuori dal pride e del 25 aprile (quindi la maggior parte dei giorni dell’anno) non la sopporta proprio. E soprattutto non la capisce, non ne capisce i tormenti e i bisogni, le potenzialità e l’orgoglio. Quindi: per il centrodestra non è una priorità assoluta, e per il centrosinistra è sì un luogo dove si vince, ma dove è meglio non farsi vedere troppo. Bella roba.

Ci rimane solo il Presidente. Quello con la P maiuscola, che – insegnavano ai giornalisti un tempo – può essere solo il Presidente della Repubblica: che ha assistito alle gare, è stato presente, coinvolto, entusiasta, sorridente e commosso. Il Presidente Sergio Mattarella va maiuscolo. Tutto il resto va minuscolo.

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