Dagli ultimi documenti resi pubblici dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti sul caso Jeffrey Epstein emerge anche un riferimento a Milano. Secondo quanto riportato nelle carte, la rete costruita dal finanziere avrebbe incluso il capoluogo lombardo, con arrivi documentati all’aeroporto di Malpensa e trasferimenti in città.
I file rafforzano i riscontri sui rapporti tra Epstein e Jean-Luc Brunel, agente di modelle francese considerato dagli inquirenti una figura chiave nell’organizzazione.
Il ruolo di Brunel nel reclutamento delle modelle (anche minorenni)
Jean-Luc Brunel, fondatore dell’agenzia Mc2 Model Management con sede a Parigi e attiva a livello internazionale, è stato per anni un nome noto nel mondo della moda. Secondo le accuse formulate dai magistrati francesi, avrebbe reclutato giovani donne – anche minorenni – da introdurre nel circuito legato a Epstein.
Brunel era stato indagato in Francia con l’accusa di aver “procurato” minori al finanziere. Alcune modelle lo hanno accusato di violenza sessuale, stupro e traffico sessuale. È morto suicida in carcere nel 2022 mentre era detenuto in attesa di processo.
Gli arrivi a Malpensa e la gestione dei soggiorni
Nei documenti statunitensi si fa riferimento al supporto logistico fornito da Brunel per l’arrivo delle ragazze a Malpensa e per i loro spostamenti a Milano. Secondo quanto ricostruito, Epstein chiedeva aggiornamenti frequenti sugli spostamenti. Le giovani donne risultavano munite di carte di credito per sostenere le spese di soggiorno, che non venivano direttamente intestate all’imprenditore ma saldate successivamente tramite una delle sue segretarie.
Le indagini internazionali hanno esaminato anche l’utilizzo da parte di Brunel delle proprietà riconducibili a Epstein, comprese residenze negli Stati Uniti e nelle Isole Vergini americane. Il nome del finanziere compare ripetutamente nei documenti collegati all’inchiesta francese.
