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Quanto costano i club italiani

Oggi la Serie A attira gli investitori internazionali più di altri campionati stranieri. Fare business in Italia, però, non è così facile.

L’adagio che “nella vita tutto ha un prezzo” vale a maggior ragione nel mondo (ex) dorato del pallone dove davvero ogni cosa, calciatori e dirigenti innanzitutto, è perennemente esposto in vetrina con cartellino annesso. Nel calcio italiano alle prese con la crisi da pandemia vale anche per i club. In fondo oggi la Serie A attira gli investitori internazionali più di altri campionati stranieri e la ragione è duplice: da noi lo shopping è iniziato da poco, mentre ad esempio in Premier League la quasi totalità delle società è stata venduta all’inizio degli anni Duemila, e i costi sono ancora relativamente bassi. AAA VENDESI, dunque. Purché il prezzo sia giusto.

E quanto può costare entrare nel football italiano dalla porta principale? Le vicende dell’Inter alle prese con le difficoltà di Suning hanno rimesso il tema al centro dell’agenda dopo mesi di relativa tranquillità, spezzati solo dal passaggio di consegne romano tra Pallotta e Friedkin e dallo sbarco di Krause a Parma. True Sports del 15 gennaio scorso ha testimoniato come fare il padrone di una squadra di calcio in Italia non sia stato fin qui un grande affare. Eppure la fila c’è e si può anche provare a dare un prezzo ai sei club top d’Italia. Lo ha fatto KPMG nel suo report ‘The European Elite 2020 Football Club’s Valutation’ usando come parametri profittabilità, popolarità del marchio, potenziale sportivo, dipendenza dai broadcaster televisivi e presenza di uno stadio di proprietà. Ne è uscito un risultato non distante dalle cifre che circolano.

Per comprare la Juventus, che non è in vendita, servirebbero oggi 1,735 miliardi di euro che è la media dei due valori dell’enterprise value calcolato da KPMG (1,665 e 1,804). Il valore dell’Inter è intorno al miliardo (983 milioni di euro), seguito da Roma (602), Napoli (590), Milan (526) e Lazio (328). Il caso del Milan è perfetto per inquadrare la situazione. È chiaro che Elliott, che si è già impegnato per oltre 600 milioni di euro, non potrà mai pensare di vendere a cifre così sensibilmente più basse. Ma la Serie A interessa anche per le sue potenzialità di sviluppo a partire dagli stadi. Sempre che glieli facciano fare…